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NATO NEL 1890, MORTO NEL 1934, ALLIEVO DEL BOTTA, SI LAUREO’ IN DIRITTO ECCLESIASTICO E FILOSOFIA

Cattolico ecumenico e uomo di pace

Alessandro Favero, sindaco di Vistrorio, cacciato dai fascisti, esiliato in Romania

(di Fabrizio Dassano)

Foto: Alessandro Favero Alessandro Favero: un intellettuale canavesano dimenticato tra...

PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA

Niguardiadi

Nell’Aula Magna dell’Ospedale Niguarda di Milano la luce filtra dalle grandi vetrate artistiche,...

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IV DOMENICA, ANNO A - IL VANGELO DELLA QUARESIMA

CAMMINO DI RINASCITA

Commento al Vangelo di domenica 15 marzo

Il racconto del cieco nato è uno dei testi più densi e provocatori dell’intero quarto Vangelo. Non...

Non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore

 

CREDO, SIGNORE!

Comportatevi perciò come figli della luce

Prima lettura Dal primo libro di Samuèle 1Sam 16,1b.4.6-7.10-13 In quei giorni, il Signore disse a...

DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

Nouvelle Vague

Il professore torinese Gianni Rondolino ha scritto nel suo manuale di Storia del Cinema questa...

Nasce il protocollo per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici

Questa mattina, martedì 24 marzo, presso la Questura di Torino è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Piemonte e Valle d’Aosta e Newcleo per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici.
Il protocollo, siglato alla presenza del Questore di Torino Massimo Gambino, dal Dirigente del COSC Piemonte e Valle D’Aosta, Assunta Esposito,e dall’Amministratore Delegato di Newcleo Italia,  Elisabeth Rizzotti, si inscrive in un quadro più ampio di sinergie positive tra potenziali target di minacce cibernetiche al fine di condividere e analizzare ogni informazione utile per mitigarne rischio ed effetti.
Tempestività e circolarità informativa sono i cardini strategici del protocollo d’intesa. Grazie alla condivisione di esperienze e conoscenze sulle minacce cyber potranno essere sviluppate efficaci azioni operative per fronteggiare situazioni d’emergenza e creare un patrimonio condiviso di conoscenze.
Pilastro nodale del protocollo è rappresentato dalla formazione congiunta. Potranno essere organizzati momenti formativi tra gli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica e i dipendenti di Newcleo per confrontarsi ed aggiornarsi sui rischi connessi all’utilizzo degli strumenti informatici così da aumentare consapevolezza e resilienza verso le minacce cyber.
Il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica “Piemonte e Valle d’Aosta” è presidio territoriale nella protezione delle infrastrutture critiche informatiche. Attività svolta a livello centrale dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato, che svolge un’efficace azione di raccordo operativo con gli uffici territoriali. Inoltre, con una sala operativa disponibile h24, è il punto di contatto anche a livello internazionale per la gestione degli eventi critici.

Partono le semine primaverili con l’incubo speculazioni sui prezzi di gasolio e fertilizzanti

Le semine iniziano sotto l’incubo della guerra nel Golfo con rincari dei costi che superano il 30%. In questi giorni, in tutta la pianura torinese, con il mais, parte la stagione delle semine primaverili con un conto che sarà salatissimo per le aziende agricole.
Dai Paesi petroliferi colpiti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz nel Golfo Persico, dipende anche il 50% della produzione di fertilizzanti. Dal petrolio si ricavano, infatti, concimi azotati come l’urea, fondamentali per la fase di semina e di prima crescita.
Al momento si registrano rincari dei concimi del 30% mentre per il gasolio agricolo l’aumento è addirittura del 60%, appena calmierato dal taglio delle accise. Aumenti che ne trascinano altri per tutta la filiera legata alla semina.
In questi giorni il costo di una semina di mais ha toccato livelli vertiginosi.
Il mais è fondamentale per i mangimi animali ed è coltivato (insieme al foraggio) da ogni azienda zootecnica per il proprio fabbisogno.
“Questi rincari – spiega il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – portano un salasso che per l’agricoltura torinese supera i 46 milioni di euro. Il mais è una coltura strategica che da sempre accompagna l’allevamento bovino, suino e avicolo. Una coltura che nel mondo è considerata una commodity ed è soggetta ai venti di crisi provocati dal cambiamento climatico, dalle guerre e dagli accaparramenti dei grandi speculatori mondiali. È fondamentale ridurre la dipendenza degli allevamenti torinesi dalle sempre più incerte importazioni di mais. Siamo troppo esposti alle incertezze degli andamenti mondiali ma questo è un tema poco conosciuto dall’opinione pubblica e dalla politica. E poi non è possibile che i rincari siano avvenuti già alle prime notizie di blocco dello Stretto di Hormuz su prodotti che erano già stati acquistati da tempo e accatastati nei magazzini dei grossisti in previsione della stagione delle semine. È evidente che c’è qualcuno che specula sulla pelle degli agricoltori e sulla produzione strategica di cibo”.
Contro il caro fertilizzanti Coldiretti Torino chiede che sia favorita la produzione di “digestato”, il letame e il liquame maturi che rimangono dopo i processi di digestione degli effluenti animali “digeriti” negli impianti di biogas. “Chiediamo che sia sempre più favorita anche nel nostro territorio la produzione di concimi naturali, in modo da renderci sempre meno dipendenti dalle importazioni dall’estero. Favorire il concime autoprodotto significa anche non obbligare gli allevamenti a costosi interventi di copertura delle vasche e significa cessare la stagione della demonizzazione della nostra zootecnia proprio per l’effetto di economia circolare che è in grado di generare con enormi benefici per l’ambiente e per la nostra sovranità alimentare”.

Pasqua senza cantieri stradali, lavori in corso per ridurre i disagi sulle autostrade

Sospesi o ridotti i cantieri autostradali in vista dei ponti primaverili, da Pasqua, Festa della Liberazione, Primo maggio al ponte del 2 giugno.
È questo l’obiettivo condiviso al tavolo di coordinamento promosso dalla Regione Piemonte, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le società concessionarie autostradali.
L’obiettivo è programmare e coordinare gli interventi di manutenzione e ammodernamento lungo le principali direttrici autostradali piemontesi, prevedendo, ove possibile, la riduzione o la rimodulazione dei cantieri nei periodi di maggiore traffico, così da contenere i disagi per cittadini, lavoratori e turisti che attraverseranno il Piemonte nelle prossime settimane.
Nel tratto piemontese A6 Torino-Savona restano oggi due soli cantieri inamovibili, tra Mondovì e Niella Tanaro e tra Ceva e Millesimo in direzione Savona, entrambi verranno riorganizzati da fine mese per garantire due corsie per senso di marcia nei weekend e nei periodi di maggiore traffico; sono invece quattro i cantieri inamovibili presenti nella tratta ligure. In ogni caso sono state tutelate le finestre di maggiore traffico garantendo, a partire dal 1 aprile, nei ponti e nei fine settimana primaverili/estivi, dalle ore 14 del venerdì fino alle 12 del lunedì, sempre due corsie transitabili nella direzione di traffico prevalente per assicurare la massima capacità di deflusso dell’autostrada. Per la prima volta dopo sei anni, sarà possibile percorrere già dalle prossime festività pasquali l’intera tratta, da Torino a Savona, disponendo di due corsie nella direzione di traffico prevalente.
Per quanto riguarda la A32 Torino-Bardonecchia, Sitaf, il piano cantieri presentato prevede interventi programmati legati principalmente all’ulteriore miglioramento della sicurezza delle gallerie che fanno seguito alla conclusione dell’adeguamento delle stesse alla normativa europea. Si tratta di lavori che interessano cinque delle sette gallerie superiori ai 500 metri. Il piano è organizzato settimana per settimana proprio per ridurre l’impatto sulla circolazione e prevede, nei periodi di maggiore traffico come ponti e festività primaverili, la rimozione o la riduzione dei cantieri. Dopo le festività pasquali saranno installati ulteriori cantieri in corrispondenza di viadotti che richiederanno scambi di carreggiata. L’obiettivo sarà quello di garantire, per quanto possibile, due corsie nel senso di marcia prevalente nei ponti festivi.
Sulle tratte A26 e A7, Autostrade per l’Italia, sono in corso lavori strutturali su viadotti, giunti e barriere di sicurezza. In particolare, sulla A26 il cantiere principale è previsto nel tratto tra Baveno e Carpugnino, mentre altri interventi minori riguardano diversi punti della tratta; sulla A7 i lavori interessano invece le zone di Vignole Borbera, Isola del Cantone e Serravalle Scrivia. La programmazione è stata definita con l’obiettivo di garantire sempre due corsie per senso di marcia durante i lavori e, a partire da luglio, un continuo alleggerimento nella direzione di traffico prevalente, così da accompagnare i grandi flussi estivi e arrivare ai mesi di luglio e agosto con la rete piemontese sostanzialmente libera da cantieri.
Sulla A4 Torino-Milano, Astm, gli interventi riguardano principalmente manutenzione programmata e aggiornamenti tecnologici, con cantieri mobili e ad avanzamento progressivo di circa 2-3 chilometri. In orario diurno saranno comunque garantite almeno due corsie di marcia, riducendo al minimo l’impatto sulla circolazione lungo una delle principali direttrici di collegamento del Piemonte.
Sulle altre principali direttrici autostradali piemontesi – dalla A5 Ivrea-Quincinetto, Sav, alla A21 Torino-Piacenza, Itp, fino alla A7 Milano-Serravalle – non sono previsti in questo periodo cantieri impattanti sulla circolazione, garantendo quindi condizioni di traffico più scorrevoli per gli spostamenti lungo la rete regionale.

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