Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it

venerdì 24 Aprile 2026

Reale mutua
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EDITORIALE

Parole e fratture

Non è solo una questione di parole fuori luogo, ma una frattura crescente nel modo in cui...

8xmille - AL VIA LA CAMPAGNA PROMOZIONALE PER INDICARE LA SCELTA NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Una firma che vale “più di quanto credi”

L’8xmille alla Chiesa Cattolica: è più di quanto credi. Sostiene migliaia di iniziative in Italia e nel mondo

Anche quest’anno è iniziata la campagna della Chiesa cattolica per una firma nell’ambito...

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DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

L’ultima missione

In questi giorni possiamo osservare le vicissitudini della missione spaziale Artemis (da Artemide,...

97 I PROGETTI NEL TERRITORIO CHE RICEVERANNO FONDI; PREMIO ULTERIORE A INIZIATIVE SOVRACOMUNALI

Sviluppo e Coesione: 10 milioni in Canavese

A Montalenghe la firma degli Accordi di Collaborazione tra Regione e sindaci

Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 9 aprile. Elenco dei progetti canavesani...

CAPPELLANO MILITARE, DOPO L’8 SETTEMBRE SI RIFIUTÒ DI SCHIERARSI CON I TEDESCHI E I REPUBBLICHINI

Don Tapparo, diari di guerra e prigionia

Saranno presentati giovedì 9 aprile a Ivrea, a cura della Giovane Montagna

Foto: Il tenente cappellano don Ernesto Tapparo, ritratto a Srebreno, in terra dalmata, ai confini...

Meccanici del CNOS-FAP “Custodi del territorio”: grande successo per il clean up a San Benigno

Nella foto: “Gli allievi del primo anno del corso di Meccanica del CNOS-FAP di San Benigno Canavese durante l’iniziativa di pulizia ambientale con i referenti della BioDesign Foundation.”
SAN BENIGNO CANAVESE – Non solo laboratorio meccanico, ma anche cittadinanza attiva e cura dell’ambiente. Gli allievi del primo anno del corso di Meccanica del CNOS-FAP di San Benigno Canavese sono stati i protagonisti, lo scorso 10 aprile, di un’importante iniziativa di tutela ambientale denominata “Puliamo San Benigno Canavese”.
L’attività, nata dalla collaborazione tra l’istituto salesiano, la BioDesign Foundation e l’Amministrazione Comunale, ha visto i 23 giovani studenti (classe 2011) impegnati in un’operazione di “clean up” che ha toccato alcuni punti verdi del paese. Sotto la guida del team leader Marco Rezoagli, i ragazzi hanno ripulito con entusiasmo il Parco Le Colonne e il territorio limitrofo, segnato dall’abbandono di piccoli rifiuti.
La mattinata è iniziata presso l’Istituto con una presentazione introduttiva della BioDesign Foundation, volta a sensibilizzare i futuri meccanici sull’importanza della sostenibilità e del rispetto per il bene comune. Subito dopo, armati di guanti e sacchi, i ragazzi si sono messi all’opera dimostrando lo stesso impegno e precisione che mettono quotidianamente nei laboratori scolastici.
“È fondamentale che i nostri ragazzi imparino fin da subito a prendersi cura del territorio in cui vivono e studiano”, ha commentato il Referente del Centro Salesiano, “Vederli lavorare insieme per il bene del proprio Comune è un segnale di grande maturità e senso civico”.
L’iniziativa ha ricevuto il pieno supporto del Sindaco, della Polizia Municipale e dell’Ispettore Ambientale, a testimonianza del forte legame tra la scuola e le istituzioni locali. Dopo le fatiche della raccolta, la mattinata si è conclusa con un momento conviviale, prima del rientro in aula.
A testimonianza della giornata rimane la foto di gruppo (in allegato): un’immagine che cattura la soddisfazione di una classe che ha scelto di rimboccarsi le maniche per un mondo più pulito, dimostrando che i tecnici di domani hanno a cuore non solo le macchine, ma anche l’ambiente.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 23 al 27 aprile
MICHAEL
Orario: feriali 21.15; sabato 17-21.15; domenica 16.15-18.30-21; lunedì 18.30-21.15
Due Città al Cinema
Martedì 28 aprile
L’AGENTE SEGRETO
Orario: 21.15
Venerdì 24 e domenica 26 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: venerdì 18.30; domenica 14.30
Sabato 25 aprile
PORCO ROSSO
Orario: 19
Mercoledì 29 aprile
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: 18.30-21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 24 al 27 aprile
MICHAEL
Orario: feriali 21; sabato e domenica 16-18.30-21
Effetto Cinema
Mercoledì 29 e 30 aprile
CHIEDIMI CHI ERA MIA MADRE
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 23 al 26 aprile
FINALE: ALLEGRO
Orario: feriali 21; sabato 17-21.30; domenica 19-21.30
Dal 24 al 27 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: feriali 18.30; sabato 15-19.30; domenica 15-17
Lunedì 27 aprile
I NOSTRI ANNI
Orario: 21
Mercoledì 29 aprile
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: 18.30-21
Valperga, Cinema Ambra
Dal 23 al 27 aprile
MICHAEL
Orario: giovedì 21; feriali 19-21.30; sabato 16.30-19-21.30; domenica 15-17-21.30
Dal 24 al 27 aprile
IL FIGLIO DEL DESERTO
Orario: feriali 19.30; sabato 19.15; domenica 15-19.30
LEE CRONIN – LA MUMMIA
Orario: 21.30
Giovedì 23 aprile
LA VITA DA GRANDI
Orario: 21
Sabato 25 e domenica 26 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: sabato 17; domenica 17.30
Domenica 26 aprile
THE DRAMA
Orario: 19.30

Alla festa della rivoluzione (di Graziella Cortese)

Siamo prossimi alla festa del 25 Aprile e l’eco della Resistenza è ancora vicina… I sussulti patriottici della classe politica attuale a volte fanno pensare che per il nostro Paese sia un patrimonio comune. Ma la storia narrata nel film di Arnaldo Catinari va più indietro, ci porta all’interno di un Paese giovane, a cavallo tra le due guerre mondiali.
Parigi, 1919. Alla conferenza di pace il Regno d’Italia è un tassello della ricostruzione geopolitica dell’Europa. E il Paese vive momenti difficili con territori contesi e un generale fermento politico. La città di Fiume, lungo le coste del mare Adriatico, si trova in una fase di transizione e di continuo subbuglio poiché è contesa tra l’Italia e contemporaneamente dal Regno dei Serbi, dei Croati, e Sloveni e, insieme, da alcune frange ribelli dell’esercito Regio Italiano. Oggi Fiume è la città di Rijeka, in Croazia.
Nella pellicola di Catinari possiamo assistere alla narrazione cinematografica di queste vicende: Fiume viene annessa con la forza grazie all’impresa capeggiata dal poeta italiano Gabriele D’Annunzio (interpretato da Maurizio Lombardi). Beatrice, giovane donna ingaggiata come spia dai servizi segreti russi, si prefigge come missione quella di proteggere la vita del vate ed entra in contatto con il medico di guerra Giulio. L’uomo è in realtà un disertore vicino agli ambienti anarchici. Anche Pietro (Riccardo Scamarcio), capo dei servizi segreti, cerca di scoprire chi sono i veri nemici della Rivoluzione, che sta avvenendo in un clima difficile, ma che piano piano prende forma.
Il film è stato in parte criticato alla sua uscita: si è sottolineato il tentativo di creare un feuilleton e una sorta di spy story, invece di evidenziare gli avvenimenti reali e drammatici dell’epoca. Festa e disillusione sono i temi principali della narrazione e forse del momento storico stesso.
Alla festa della rivoluzione
di Arnaldo Catinari
paese: Italia 2025
genere: storico
interpreti: Valentina Romani, Nicolas Maupas, Maurizio Lombradi, Riccardo Scamarcio,
Darko Peric
durata: 1 ora e 38 minuti
giudizio: interessante

Oltre il consenso: il viaggio in Africa rivela la missione gentile e tenace di Papa Leone (di Lorenzo Iorfino)

Foto: Vatican News
Il viaggio del Papa in Africa consegna un’immagine limpida e, per taluni più scettici, inattesa del suo pontificato. Non per ciò che aggiunge, ma per ciò che lascia emergere con naturalezza: una missione che affonda nel Vangelo e si esprime con una fermezza gentile, quasi silenziosa. Le parole pronunciate alla partenza per l’Algeria sugli attacchi da ricevuti da Trump hanno avuto un’eco significativa, hanno fatto crescere il suo gradimento. Eppure soffermarsi su questo dato fa sorridere, come se il consenso fosse la misura più adeguata per leggere un ministero che si muove su un altro piano.
Ci sono due immagini, tra le molte di questi giorni, che restituiscono con precisione il tratto più autentico del Papa. La prima è sull’aereo, nel passaggio dall’Algeria al Camerun. Prende il microfono e parla. Il video circola rapidamente. A occhi chiusi, senza riconoscerne la voce, si potrebbe pensare a un parroco sull’autobus che, al ritorno da un pellegrinaggio, aiuta i suoi a rileggere quanto vissuto. C’è la stessa prossimità, la stessa cura nel dare un senso alle cose. Il Papa accompagna i giornalisti, e attraverso di loro tutti noi, dentro il significato del viaggio.
Le radici agostiniane affiorano senza ostentazione. Parla di Dio, dei popoli incontrati, dei testimoni della fede. Con una tenerezza che disarma, perché non concede spazio a interpretazioni forzate, riporta tutto all’essenziale. Certo, così i giornalisti faticano di più: mancano le frasi ad effetto, le dichiarazioni da titoloni di prima pagina, le parole che si impongono da sole. Rimane un discorso che cerca il cuore e rifugge il rumore. Il mondo, lentamente, sembra accorgersene. Certo, così i giornalisti lavorano di più perché sono sparite le dichiarazioni da titoloni in prima pagina.
La seconda immagine è ad Algeri. Nella casa delle agostiniane si ferma davanti a una bancarella di artigianato. Osserva con attenzione, sceglie una collanina di corallo. Alle donne musulmane che presidiano la bancarella dice con semplicità: “Non è per me, è per mia nipote”. In quel gesto c’è una familiarità che sorprende. L’immagine dello zio vestito di bianco. Di nuovo, la tenerezza disarmante.
Questo viaggio restituisce anche un volto dell’Africa che sfugge agli stereotipi. Affiora la vita di popoli che testimoniano una gioia concreta nel credere, talvolta difficile da comprendere per uno sguardo occidentale. Il Papa si inserisce in questa trama e la illumina. Trasmette l’impressione di una pazienza tenace, di chi continuerà a indicare la strada finché non sarà riconosciuta.

Ucraina dimenticata (ma non dal Pontefice), mentre è già tempo di scaramucce pre-elettorali

Senza pace e senza tregua la martoriata Ucraina resiste da quattro anni all’aggressione di Mosca che ha provocato sinora un milione di vittime, tra morti e feriti (con molti bambini coinvolti). La tragedia di Kiev è oggi finita in secondo piano nei media mondiali, travolta dal conflitto medio-orientale. Ma c’è una voce autorevolissima, quella del Papa, che non dimentica la tragedia nel cuore dell’Europa: dall’Africa, dall’Angola, Leone XIV ha espresso nel Regina Coeli parole inequivocabili: “Mi addolora profondamente il recente intensificarsi degli attacchi contro l’Ucraina, che continuano a colpire anche i civili. Esprimo la mia vicinanza a quanti soffrono e assicuro la mia preghiera per tutto il popolo ucraino. Rinnovo l’appello perché tacciano le armi e si persegua la via del dialogo”.
In precedenza il Papa aveva fatto appello per una tregua duratura, respinta dal Cremlino. La scelta di Mosca è analoga a quella di Trump e Netanyahu su Teheran: fuori dal diritto internazionale e dalla Carta dell’ONU, ispirata dalla logica del più forte.
In Italia la questione ucraina spacca i poli: con Kiev la Meloni e Tajani nel destra-centro, il Pd e i Centristi nel “campo largo”, con i verdi a metà strada (senza aiuti); ma la vera sorpresa è la sintonia, di segno contrario, di Lega e M5S: Salvini è per l’acquisto del gas russo, Conte è d’accordo ma in un tempo successivo all’auspicata conclusione del conflitto medio-orientale. Si può rinunciare alla difesa della libertà e della sovranità del popolo ucraino per il primato degli interessi economici? Non è questa la linea di Trump con il Venezuela (petrolio in cambio dello status-quo per il regime di Caracas), Cuba, la Groenlandia, la Striscia di Gaza …?
Queste fratture in politica estera rafforzano l’invito di Romano Prodi alle coalizioni a privilegiare la coerenza programmatica sulla ricerca del successo elettorale (intervista a La Stampa), perché non basta vincere, occorre governare efficacemente (l’ex premier, vincitore nel ’96 e nel 2006 con l’Ulivo, cadde presto per contrasti tra i partiti della coalizione).
Proprio in questi giorni a Milano abbiamo avuto conferma dei timori di Prodi: nel destra-centro la Lega ha svolto un raduno con l’estrema destra europea, con slogan contro gli immigrati che si vorrebbe rimpatriare; contestualmente Forza Italia, sostenuta dalla Moratti, ha manifestato in favore dell’immigrazione e dell’accoglienza; nel centro-sinistra il sindaco Sala, che aveva rinnovato il gemellaggio Milano-Tel Aviv, è stato duramente contestato dai Verdi e dal Pd, solidali con i Palestinesi.
Ancora in Forza Italia cresce la spinta della famiglia Berlusconi per uno spostamento neo-centrista del partito; secondo il “Corriere” l’obiettivo sarebbe quello di bloccare la proposta di riforma elettorale del Governo, mantenendo le norme attuali che, secondo i sondaggi, porterebbero ad un pareggio tra i due Poli, con la scelta del futuro Governo affidata al Quirinale.
A sua volta la Meloni, dopo lo “sfratto” subìto da Trump, ha cercato una svolta europeista partecipando a Parigi alla riunione dei “volenterosi” sulla missione di pace nel Golfo Persico. Dopo il tramonto di Orban (sostituito da un nuovo filo-russo, il bulgaro Radev) la premier cerca una intesa con il PPE, senza abbandonare l’alleanza con la Destra. Ma la mediazione appare difficile come quella tentata tra l’Europa e Trump.
Nel centro-sinistra M5S e Pd hanno dato avvio alla consultazione dell’elettorato, ognuno per proprio conto. Il lavoro collegiale è previsto per l’autunno, mentre le discusse primarie potrebbero addirittura non svolgersi, qualora restasse l’attuale legge elettorale. Sì alla coalizione, ma ogni partito con la sua lista, lasciando le scelte finali a Mattarella. Intanto il Quirinale non manca di far sentire il suo rigore istituzionale: inflessibile in politica estera la ricerca di spiragli di pace (con un rinnovato sostegno al Vescovo di Roma); fermo, sui diritti, ad esigere dal Governo la correzione del decreto sulla sicurezza e sui migranti, evitando il premio agli avvocati “proni” all’Esecutivo.

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