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NATO A CIRIE’, ABITO’ QUASI STABILMENTE AD ANDRATE, AFFASCINATO DALLA BELLEZZA DI QUEI LUOGHI

Romano Gazzera, il pittore dei “fiori giganti”

Costretto a studiare giurisprudenza, divenne caposcuola della pittura neo floreale

(di Doriano Felletti)

Foto: Da sinistra: Romano Gazzera, Giorgio De Chirico, Sergio Vacchi, Corrado Cagli, Renato...

Carnevale di Ivrea, domenica di Battaglia da record: 40mila persone in città

Si chiude con numeri straordinari la prima giornata di Battaglia delle Arance, tra emozioni in piazza e la calorosa accoglienza alla Mugnaia 2026
Una domenica intensa, partecipata e ricca di emozioni quella vissuta allo Storico Carnevale di Ivrea. La giornata ha confermato la straordinaria vitalità di una manifestazione che continua a richiamare migliaia di persone da tutta Italia e dall’estero.
La presentazione della Mugnaia
Il momento clou è arrivato sabato sera, quando Piazza di Città, gremita come mai, ha accolto la rivelazione del nome della Vezzosa Mugnaia. Nonostante la diffusione anticipata nel pomeriggio di immagini e del nome – un gesto considerato irrispettoso verso la tradizione e la protagonista – Ivrea ha risposto con un abbraccio ancora più caloroso. Valentina Campesato in Mantovani, la Mugnaia 2026, è stata salutata da applausi fragorosi e un’ovazione che ha rafforzato il legame tra la città e il suo simbolo di libertà.
Durante la giornata di domenica, dal Cocchio Dorato, la Mugnaia ha ricambiato l’affetto con sorriso e compostezza, distribuendo mimose e caramelle e incarnando pienamente l’anima della festa.
I numeri della manifestazione
I dati parlano chiaro: quasi 20.000 biglietti venduti, di cui 7.500 online, confermando il successo della collaborazione con TicketOne. Si stima una presenza complessiva di oltre 40.000 persone nel corso della giornata, con flussi continui fin dal mattino.
L’area camper ha registrato più di 100 prenotazioni, segnale di un pubblico che sceglie di vivere il Carnevale in modo immersivo. Significativa la presenza di visitatori stranieri, accompagnata dall’interesse mediatico: quasi 200 operatori accreditati nei tre giorni, tra broadcaster nazionali e agenzie internazionali.
La giornata di festa
Fin dalle prime ore, la città si è riempita di Berretti Frigi. Le cerimonie solenni del Giuramento di Fedeltà e della Preda in Dora sul Ponte Vecchio, guidate dal Magnifico Podestà Gianni Girardi, hanno dato il via ufficiale alla Battaglia.
Grande successo anche per le fagiolate tradizionali – dal Castellazzo a San Lorenzo, da via Dora Baltea a San Bernardo – con lunghe file e un clima di autentica convivialità.
Nel pomeriggio, il Corteo Storico ha sfilato al completo con la partecipazione dei Gruppi Ospiti, tra cui il Reggimento Provinciale d’Ivrea 1796, la Banda Musicale “Città di Ventimiglia” e i Tamburi Medievali di Brisighella, animando le strade con musica e colore.
La Battaglia delle Arance ha regalato uno spettacolo emozionante, valorizzato da una giornata finalmente soleggiata. Gli aranceri a piedi e i carri da getto si sono confrontati con passione nelle piazze, in particolare nella nuova location di piazza Rondolino e Freguglia.
Successo social
I canali ufficiali hanno raccontato ogni momento, con video e gallery che hanno registrato una media di 40.000 visualizzazioni ciascuno. La diretta della presentazione della Mugnaia ha toccato quasi 100.000 visualizzazioni, con commenti entusiasti da Los Angeles, Chicago, Sudamerica e tutta Italia. Il post di presentazione ha ottenuto 130.000 visualizzazioni e oltre 5.000 like su Instagram, mentre il canale ha guadagnato oltre 1.000 nuovi follower in meno di due giorni, raggiungendo quota 32.000.
Le parole dei protagonisti
Davide Borla, Responsabile Battaglia delle Arance, ha sottolineato il successo del nuovo allestimento di piazza Rondolino e Freguglia, nonostante alcune difficoltà logistiche. Marco Lupato, Presidente Diavoli Aranceri, si è detto entusiasta del cambiamento: “Oggi ci siamo divertiti davvero, la conformazione della piazza ci ha permesso di tirare le arance in modo più agevole ed è stato emozionante vedere una così grande presenza di pubblico”.
Il Presidente della Fondazione Alberto Alma ha ringraziato tutti per la professionalità dimostrata nella gestione di un evento complesso: “Si tratta di un evento straordinario anche dal punto di vista logistico, la squadra ha dimostrato di essere davvero molto capace”.
Lo Storico Carnevale di Ivrea si conferma una festa del popolo, per il popolo, con il popolo. E quest’anno, il suo cuore ha battuto più forte che mai.

Desertificazione bancaria; un pericolo per i paesi

“Sulla desertificazione bancaria, ancora una volta i dati dei Sindacati, CISL in particolare oggi, ci ripetono che la situazione è giunta a un punto di non ritorno – afferma Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte -. Non per le chiusure, bensì per la necessità di uno scatto della Politica, delle Istituzioni, che finalmente devono fare una azione compatta e anche dura contro le banche che se ne vanno. Troppo spesso vediamo invece prese di posizione occasionali, troppo leggere, e poi applausi a gruppi che hanno appena chiuso decine e decini di sportelli bancari”.
La chiusura di sportelli e uffici bancari nei territori indebolisce il sistema economico, ed Uncem ha sempre detto alle banche che il loro andare via è drammatico per i paesi e per il Paese. “Fa male all’economia locale. Fa male a tutti. Non è certo solo un problema di accesso al contante o di tesorerie comunali. È una emergenza connessa anche alla vita democratica e ai diritti di cittadinanza” conclude Colombero.

Poeti e poesia della terra valchiusellese (di Andrea Tiloca)

Nella foto: Giacomo Felice Saudino
“La poesia è il respiro silenzioso dell’anima, che trova voce tra le pieghe delle parole” (Robert Frost).
Partendo dal punto di vista di questa citazione di uno dei maggiori poeti e drammaturghi del Novecento, possiamo intraprendere un breve viaggio nel mondo della poetica in quella piccola, rustica ma anche elegante vallata prealpina piemontese denominata Valchiusella.
Sul finire del XIX secolo troviamo a Vico Canavese un singolare personaggio, medico, sindaco, storico e anche poeta di nome Giacomo Felice Saudino, il quale tra un paziente e una battaglia politica, tra un consulto e una ricerca storica, verseggiava appassionatamente. I suoi componimenti sono in dialetto piemontese classico e sono stati raccolti in un volumetto da lui pubblicato nel 1907, poi riedito da altri nel 1960 e infine nel 2008 dal titolo Fior ‘t montagna.
Saudino lo dedicò al suo affetto più grande, ossia la nipotina – figlia del fratello – Mariannina, la quale fu in seguito maestra amata da generazioni di valligiani.
Egli scriveva in Illusion:
Quand che la neuit a tas quasi ancantà
E la luna a risplend d’ melanconia
E na calma d’ piasì mòla d’rosà
A termola al basin dla poesia
Che le steile dal ciel an mando si
Per fè la neuit pi cara ancor che ‘l dì:
Mi desmentiand ògni miseria umana
Sempre pien del tò amor, vat sol a spass
Per ridesteme l’ilusion sòvrana…
Quando la notte tace quasi incantata – e la luna risplende melanconica – e una piacevole calma si tinge di rosa – trema al bacio della poesia – che le stelle mi inviano qui – per far la notte ancor più cara del giorno – io, dimenticando ogni miseria umana – sempre colmo del tuo amore, vado solo a spasso – per ridestarmi una sovrana illusione…
E continua cosi, nostalgica, questa lirica; piena di sentimento e accorata. Ma Saudino sapeva anche essere ironico e sferzante, però la sua poesia più famosa è senza dubbio quella dedicata alla Valchiusella nella quale descrive con lucidità sia il paesaggio che la gente che la abita.
Mira ‘ntorn sti mont grandioss
Festonà da crèste d’ gal,
Ch’a s’inausso maestoss
Ch’a circondo nòstra val
Ch’a rinserro ‘n na scudela
La stupenda val d’Kusela…
Ammira questi grandiosi monti tutt’intorno – frastagliati da creste di gallo – che s’innalzano maestosi – che circondano la nostra valle – che rinserrano come in una scodella – la stupenda Valchiusella…
Qui Saudino adopera la grafia ideata dal ruegliese poeta Pietro Corzetto Vignot, il quale, precorrendo i tempi, usò la lettera K per il suono CH. Ad alcuni però pare strano questo uso improprio da parte di Saudino, poiché in dialetto non si pronuncia Valcusela, ma Valciusela…
Ora, visto che è stato citato, possiamo passare alla poetica di Corzetto.
Era anch’egli un personaggio molto eclettico, fu anche scienziato – inventò la sfera metidrica, antenata del sommergibile, che collaudò nelle acque del Mar Ligure – ed era coevo di Saudino, ossia vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Scriveva nell’ostico dialetto ruegliese, a volte incomprensibile perfino agli abitanti dei paesi limitrofi, non tanto per i vocaboli quanto per la pronuncia, e ideò anche una grafia del tutto particolare, proprio per sottolineare meglio i fonemi della sua parlata.
Raccolse le sue opere nella silloge Stil Alpin in dialetto ruegliese.
A-‘j tèmp d-Karlu Felici
J-han hòj la karestija
E ‘l gent a gambi driti
A kaven per la vija
Pr’havoj mingà del gram
O ben dal mal tla fam.
Ai tempi di Carlo Felice – abbiamo avuto la carestia – e la gente a gambe dritte – cadeva lungo la via – per aver mangiato cibo cattivo – oppure per il male della fame…
Anch’egli nelle sue liriche trattava svariati argomenti.
Venendo più vicino al nostro tempo, troviamo Bernardo Bovis, nato nel 1928 a Meugliano, prima maestro elementare, poi insegnante di scuola media per generazioni di ragazzi. Memoria storica di molti eventi, scrisse diversi libri, anche con i suoi alunni e con il compianto Riccardo Petitti scomparso poche settimane fa. Egli era soprattutto un prosatore, ma anche nella poesia fu abilissimo.
L’alba ha illividito le stelle
che si sono spente ad una ad una.
D’alto della lontana Serra
in un mare di fuoco
il sole ha dato l’avvio
a un altro giorno
prodigo di sogni e di promesse nel suo nascere,
quando – forse – avaro di certezze all’imbrunire.
Inverso, quattro case arroccate ai piedi del monte.
Altri e tanti ve ne sono, come Guido Compagno Zoan di Rueglio, ma io terminerei questo excursus con la dolcissima Anna Maria Talassano, nata nel 1928 Vico. Figlia di un noto magistrato di origini liguri, scrisse e pubblicò quattro raccolte tutte a tema diverso, il cui filo conduttore erano sempre l’amore nelle sue svariate e infinite forme, l’esplorazione della coscienza e delle varie emozioni.
Silenzio lacerato dall’urlo di mille sirene,
silenzio squarciato dal grido dell’ira e del terrore,
silenzio divorato dalle bocche sguaiate dei media,
silenzio sbranato, frantumato, violato, contaminato,
esiliato, dimenticato,
risorgi e ritorna a farmi compagnia.
Accosterò all’orecchio una conchiglia
per udire soltanto la voce del mare.
Di particolare rilievo la sua ultima raccolta Voci dalla Passione, divisa in due parti: nella prima si parla della Passione di Gesù, nella seconda della passione umana.
Di tutte le poesie ho esposto solo uno stralcio – tranne l’ultima che è riportata per intero – per incuriosire gli eventuali lettori, infatti le varie sillogi sono tutte pubblicate e si trovano in molte biblioteche del nostro territorio. Quella di Saudino anche alla Biblioteca Nazionale di Torino.
A dare ancor più rilievo a queste opere è stata l’occasione di essere inserite nel meraviglioso progetto “Inciampare nella cultura” ideato e realizzato da Alessandro Actis Grosso di Rodallo.
Egli ha inciso personalmente su formelle di terra cotta di Castellamonte alcuni stralci di poesie di autori delle varie località nelle quali queste formelle sono state in seguito incastonate, come vere perle, nei muri di vari edifici lungo le vie, così da formare un vero e proprio interessante percorso.
Questa iniziativa ha travalicato i confini canavesani, come del resto fa anche la poesia, poiché non conosce né ostacoli, né barriere.
Bernardo Bovis con due dei suoi figli piccoli e due alunne dopo una recita.

VALENTINA CAMPESATO IN MANTOVANI È LA VEZZOSA MUGNAIA 2026

È nata a Ivrea il 18 giugno 1992. Il papà Bruno fu uno dei fondatori della Fagiolata Cuj dij Vigne, che proprio quest’anno festeggia 50 anni. Diplomata al Cena e oggi impiegata amministrativa in un’azienda locale. La mamma è Lucia Prelle, ha un fratello di nome Simone. Il marito è Manuel Mantovani, per tutti “Manzo”, commercialista e capocarro de “I Seguaci di Re Arduino”, da quest’anno pariglia (carro, su cui anche Valentina salì per tre Carnevali: nel 2020, nel 2023 e nel 2024.
Manuel e Valentina si sposano il 31 agosto 2024.
Per lei il Carnevale è innanzitutto famiglia, tradizione e festa affermando che “Voglio essere di tutti e vivere le emozioni insieme al popolo di cui mi sento parte. Mi aspetto di essere accolta e di ricevere e di ricambiare tutto l’entusiasmo e l’energia della gente. Ho avuto un’educazione rigida, e forse proprio per questo amo la libertà prima di tutto, anche se questo può voler dire fare talvolta delle scelte sbagliate. Sono fiera di rappresentare la Mugnaia, un sogno inarrivabile fin da bambina e per me il massimo simbolo di libertà”.
Sarà accompagnata sul cocchio dalle Damine Camilla Biondi, 9 anni, figlia dell’amica Vittoria Brunasso, e Teresa Getto, anch’essa 9 anni. A ricoprire il ruolo di Pagge saranno invece Linda Bertollo e Giulia Seghezzi, entrambe 19 anni.

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