Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it

venerdì 10 Luglio 2026

Reale mutua
Reale mutua
Risvegliopopolare.it

venerdì 10 Luglio 2026

DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

Toy Story 5

Ma i giocattoli veri ci sono ancora? Con queste domande sembra di essere un po’ trogloditi e...

PARTITI DA CALUSO PER FARE LA STORIA DEL JAZZ ITALIANO. PER OSCAR LA CITTADINANZA ONORARIA NEL 1978

Valdambrini, padre e figlio, pionieri della “musica moderna”

Dai locali sotto la Mole negli anni ‘20, le incisioni e le esibizioni della fine anni ‘70

(di Doriano Felletti)

Foto: Oscar Valdambrini con Gianni Basso. Torino giocò un ruolo fondamentale nello sviluppo del...

MA ANCHE IL TRISTE RACCONTO DI UGOLINA CHE PERSE IL FUTURO MARITO IN UN NAUFRAGIO IN MARE

Vendette mancate e tradimenti sfumati

Storie vere ed inverosimili delle rivalità tra Vico e Brosso in Valchiusella

(di Andrea Tiloca)

L’attento lettore ricorderà la storia del giovane Remo, il quale essendo stato allontanato da un...

Caricamento

DIOCESI DI IVREA - CONFERENZA / RITIRO PER LA COMUNITà DIOCESANA

UNA MAGNIFICA UMANITÀ

(di Mons. Daniele Salera)

Preghiera – Invitatorio per il giorno di sabato (L. Andrewes) Signore, abbi pietà di noi...

PREVISTO PER FINE GIUGNO IL PELLEGRINAGGIO DIOCESANO AD ASSISI GUIDATO DAL VESCOVO DANIELE

I Francescani a Chivasso e a Rivarolo

Carletti, Bonifacio, la Parrocchia “dei Cappuccini”, una storia che ci accompagna

(di Francesco Mosetto)

Foto: Beato Angelo Carletti Il 26, 27 e 28 giugno si terrà il pellegrinaggio diocesano ad Assisi,...

Festa di San Savino – Processione con le reliquie del Santo verso la Cattedrale di Ivrea

Questa mattina la Chiesa di San Grato a Ivrea ha ospitato la celebrazione dell’Ora Terza, presieduta da Mons. Daniele Salera, Vescovo di Ivrea. Al termine del rito liturgico si è formato il corteo processionale che, portando le reliquie di San Savino, si è incamminato verso la Cattedrale di Ivrea, meta conclusiva della processione.

La cerimonia ha richiamato fedeli e devoti, in un momento di raccoglimento che ha unito preghiera comunitaria e tradizione religiosa cittadina, nel segno della devozione al Santo patrono.

Astensione in crescita, poli confusi: la politica ritrovi concretezza per recuperare credibilità

La positiva novità del referendum sulla giustizia è svanita: l’astensione dal voto riprende a crescere. Un elettore su due (sondaggio La Stampa) non intende partecipare alle prossime consultazioni Politiche. È un giudizio critico sulle forze partitiche, che dovrebbero riflettere su questa diserzione.
Anzitutto non regge questo clima di perenne campagna elettorale ad un anno dalle urne, con una contrapposizione sistematica su tutto, sempre ben oltre il merito dei temi in discussione.
Ci sono poi le confusioni, le incertezze programmatiche e politiche nei poli, a cominciare dalla politica estera. Emblematica la vicenda della riunione Nato, ad Ankara: la premier Meloni è giunta all’ultimo minuto per non incontrare Trump, che continua ad attaccarla senza ritegno. Ma la vicenda ormai supera la questione personale (disgustosa per Trump) perché coinvolge la pretesa della Casa Bianca di aver rapporti di dominio su tutti i Paesi Nato, a cominciare dall’Italia. Palazzo Chigi ha detto no (dopo le aperture iniziali alla dottrina Maga), ma la nuova collocazione resta incerta, anche per la linea diversa di Salvini, filo-Trump e filo-Putin, anti-Europa. Sull’Ucraina il sostegno dell’Italia si è fatto più debole, ed ora si apre il fronte francese con la candidatura presidenziale di Marine Le Pen, sovranista, anti-Bruxelles, sostenuta dal Carroccio.
Un segnale di imbarazzo si è colto ancora una volta sul tema drammatico dell’immigrazione: il Governo è rimasto silenzioso di fronte al forte appello di Papa Leone da Lampedusa, mentre aveva preso posizione contro gli insulti di Trump. Probabilmente Palazzo Chigi non vuole rompere definitivamente i ponti con il generale Vannacci, teorico della “remigrazione”, trumpiano e putiniano. Ed anche sulla nuova legge elettorale la Lega (aiutata da Tajani) frena: contraria sulle preferenze, ostile al nome della Meloni sulla scheda…
Complessivamente il destra-centro, caduto l’ombrello di Trump, è alla ricerca di un nuovo equilibrio geo-politico, che per ora non si intravede; per questo Fratelli d’Italia punta sulla persona della Meloni. E il programma?
Nel campo largo la verità l’ha indicata Conte: le trattative sul programma cominceranno ad ottobre, terminate le consultazioni popolari del M5S. Nel frattempo ogni partito “viaggia da solo”. Lo si è visto proprio sulla politica estera: Pentastellati e Alternativa Verdì-Sinistra sono contrari a nuovi aiuti a Kiev, il Pd a favore (con prudenza), i Centristi manifestano pieno sostegno a Zelensky. Il neutralismo nel conflitto russo-ucraino “de facto” favorisce Putin che conduce in Europa la politica disgregatrice avallata da Trump nei colloqui in Alaska. Si può ignorare l’alleanza effettiva tra la Casa Bianca e il Cremlino?
Il centro-sinistra ha poi sempre aperta la quesitone del leader (Schlein, Conte o un esterno?) mentre cerca una difficile coabitazione tra radicali e riformisti. Dopo la regia a quattro, senza Renzi, (Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni), ambienti vicini alle segreterie Dem e M5S cercano di varare una o due formazioni centriste, con l’assessore romano Onorato e il professor Ruffini. Ma siamo lontani dallo spirito fondativo dell’Ulivo e del Pd, con l’impegno di Prodi per una presenza pluralistica delle culture di riferimento.
Infine il Terzo Polo di Calenda continua ad oscillare tra il 3 e il 4 per cento, pur con adesioni autorevoli di Centristi. Resterà autonomo anche dopo il voto, o sarà disponibile ad un appoggio alla Meloni in funzione anti-Vannacci? Non è una questione da poco.
La debolezza dei Poli e la crescente astensione rende difficile per i sondaggisti raggiungere la soglia maggioritaria del 42% prevista dal ddl governativo. In ogni caso sarebbe giusto consegnare per cinque anni il potere ad una coalizione votata da un quinto degli italiani? Sarebbe rispettata, nella sostanza, la dimensione democratica della Carta Costituzionale? Per questo, anziché logorarsi sulla legge elettorale, il Parlamento farebbe meglio a dedicare quest’ultimo anno della legislatura ai temi più urgenti, a cominciare dalle guerre aperte.

EDITORIALE – Un libro per l’estate

Nella valigia poche altre cose e quasi mai un libro. Si racconta che l’estate è il tempo ideale per leggere, perché molto è “libero”: spesso non è vero, vero è piuttosto che si cambiano ritmo e abitudini; ma i momenti forti rimangono quelli davanti allo smartphone, da un video all’altro, da una notizia a un messaggio, senza che quasi nulla ci resti davvero.
Un libro, invece, lascia sempre qualcosa, ci invita a uscire da noi stessi, ad abitare altre vite, tempi e luoghi. È il viaggio più economico che esista e, forse, il più sorprendente. Sei italiani su dieci non leggono nemmeno un libro per piacere all’anno, dicono le statistiche. La capacità di leggere con attenzione si allena, proprio come un muscolo; all’inizio può sembrare faticoso, dopo qualche pagina, però, succede qualcosa di straordinario: la mente rallenta, l’immaginazione si mette in moto, il tempo riprende una misura diversa. Si smette di consumare parole e si torna ad ascoltarle.
Leggere significa conquistare una libertà che nessun algoritmo può regalare. Chi legge sviluppa il linguaggio, arricchisce il vocabolario, impara a ragionare, ad argomentare, a distinguere ciò che è vero da ciò che è soltanto gridato. La lettura è una palestra per la mente e per il cuore. Aiuta a comprendere gli altri, ad affrontare le emozioni, a dare un nome alle paure e ai desideri.
Ogni buon libro ci cambia un poco, anche quando non ce ne accorgiamo. Leggere mantiene viva la curiosità, tiene allenata la memoria, offre nuovi punti di vista quando si rischia di pensare che ormai tutto sia già stato detto. È una compagnia silenziosa che non invade, non pretende, non interrompe.
Forse è proprio questa la grande differenza tra un libro e uno schermo. Lo schermo ci rincorre continuamente, reclama attenzione, ci interrompe, decide lui cosa mostrarci. Un libro, invece, ci restituisce una libertà ormai rara: siamo noi a scegliere il tempo, il ritmo, perfino il silenzio.
Non servono maratone letterarie; bastano una ventina di pagine al giorno. Alla fine dell’estate ci si accorgerà di aver attraversato storie che continueranno ad accompagnarci anche quando le vacanze saranno finite.

Edizione 9 luglio 2026

ANNO CVI – N°. 27
Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato? Abbonati!

Caricamento