GIOVANE MONDO di LORENZO IORFINO
Oltre il consenso: il viaggio in Africa rivela la missione gentile e tenace di Papa Leone (di Lorenzo Iorfino)
Foto: Vatican News Il viaggio del Papa in Africa consegna un’immagine limpida e, per taluni più...
IL COMMENTO di MARIO BERARDI
Ucraina dimenticata (ma non dal Pontefice), mentre è già tempo di scaramucce pre-elettorali
Senza pace e senza tregua la martoriata Ucraina resiste da quattro anni all’aggressione di Mosca...
EDITORIALE
Nel mondo digitale, in modo consapevole
L’Ufficio delle Comunicazioni Sociali ha lanciato la mappatura, lo studio e l’analisi degli...
III DOMENICA DI PASQUA - (ANNO A)
Il nostro cuore arde nell’incontro col Signore
Commento al Vangelo di domenica 19 aprile
Due discepoli camminano verso Emmaus con il cuore spezzato. Si allontanano da Gerusalemme, dal...
TESTA E CUORE di CRISTINA TERRIBILI
Demenza, il peso invisibile sui migranti: costi, disuguaglianze e sfide per la sanità pubblica e l’intera comunità
L’Istituto Superiore di Sanità ha promosso, il 13 ed il 14 aprile, il V corso “Demenza e...
#StradeCittaMetroTo Interruzioni per lavori sulle Provinciali 74-d1, 84-d1, 195, 197 e 244
Foto generata con IA Per lavori di rifacimento del pozzo di presa e di posa di una nuova condotta...
Inaugurata la Circonvallazione che libera le cascine Cuffia di Cuceglio dal traffico pesante
Mercoledì scorso è stata inaugurata la nuova circonvallazione in località Cascina Cuffia di...
Storia semplice. Per ricordare quel 23 aprile 1945 (di Gino Carozzi)
IVREA – Virginio e Carla Carozzi sono stati due grandi amici del Risveglio Popolare: purtroppo...
Per saperne di piùIl cattivo di Bond e il buono di Tibhirine (di Filippo Ciantia)
Foto generata con IA Nel suo recente viaggio in Algeria, Papa Leone ha subito ricordato i...
Per saperne di piùGesù è la porta e il pastore – Commento al Vangelo di domenica 26 aprile
C’è qualcosa di tenero e insieme di potente nel modo in cui Gesù si presenta oggi: non come...
Per saperne di piùAllarme gioco d’azzardo tra i minori in Italia: gli strumenti per riconoscere e affrontare il problema
L’associazione GiocoResponsabile.info, con l’obiettivo di promuovere comportamenti di gioco...
Per saperne di piùCANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 23 al 27 aprile MICHAEL Orario: feriali 21.15; sabato 17-21.15;...
Per saperne di piùAlla festa della rivoluzione (di Graziella Cortese)
Siamo prossimi alla festa del 25 Aprile e l’eco della Resistenza è ancora vicina… I...
Per saperne di piùEdizione 23 Aprile 2026
ANNO CVI – N° 16 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
Per saperne di piùSaliunca per Plinio il Vecchio o Keltiké Nardos per Dioscoride Pedaneo, sempre a Ivrea se ne faceva mercato (di Fabrizio Dassano)
Foto: Anonimo, ritratto immaginario di Plinio il Vecchio Con lo sbocciare della primavera siamo...
Per saperne di piùIl rosario di plastica blu (di Filippo Ciantia)
Avevo poco più di un anno di vita quando lo scrittore islandese Halldór Laxness fu insignito del...
Per saperne di piùCANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 17 al 20 aprile SUPER MARIO GALAXY Orario: feriali 18.30; sabato...
Per saperne di piùThe drama (di Graziella Cortese)
Ma oggi la scuola è un ambiente sano? Verrebbe da rispondere: sì certo… È il luogo dove...
Per saperne di piùMeccanici del CNOS-FAP “Custodi del territorio”: grande successo per il clean up a San Benigno
Nella foto: “Gli allievi del primo anno del corso di Meccanica del CNOS-FAP di San Benigno...
Per saperne di piùIA, strumento potente e delicato da maneggiare: il suo uso ingenuo può minare la credibilità (di Lorenzo Iorfino)
Non sono mai stato preoccupato dall’Intelligenza Artificiale. Non appartengo a quella schiera che...
Per saperne di piùUna firma che vale “più di quanto credi”
Anche quest’anno è iniziata la campagna della Chiesa cattolica per una firma nell’ambito...
Per saperne di piùTempi difficili per il sovranismo, tra la fine di Orban e gli attacchi di Trump
La fine dell’era Orban in Ungheria pone problemi di linea politica anche alla destra sovranista...
Per saperne di piùEDITORIALE – Parole e fratture
Non è solo una questione di parole fuori luogo, ma una frattura crescente nel modo in cui...
Per saperne di piùEdizione 16 Aprile 2026
ANNO CVI – N° 15 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
Per saperne di piùOlimpiadi estive: Piemonte, Lombardia, Liguria, (Torino, Milano, Genova) insieme per una candidatura olimpica del nord-ovest
Le Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle Città di Torino, Milano e Genova,...
Per saperne di piùStop al consumo di suolo agricolo per installazioni fotovoltaiche. Disegno di legge della Regione al vaglio del Consiglio
Per l’agricoltura torinese è sicuramente una buona notizia la scelta delle aree industriali...
Per saperne di piùA confronto su asfaltature e nuovi marciapiedi a San Raffaele Cimena e Cinzano
La necessità di rinnovare la pavimentazione sulla Strada Provinciale 99 nel centro abitato di San...
Per saperne di piùSP82 Chivasso–Montanaro: lavori in corso per la sicurezza
Sono in corso interventi di sistemazione e messa in sicurezza lungo la strada provinciale 82...
Per saperne di piùTorino. La democrazia scende in piazza: gazebo e progetti davanti al Comune
Foto agd notizie Appuntamento sabato 18 aprile con il coraggio della partecipazione, iniziativa...
Per saperne di piùL’Unione Europea offre 40 000 pass DiscoverEU gratuiti ai giovani
Ci si può candidare fino al 22 aprile, una opportunità per i diciottenni di scoprire...
Per saperne di piùIvrea: intervento innovativo di isterectomia, senza cicatrici con paziente sveglia
All’Ospedale di Ivrea, secondo centro in Italia dopo Pordenone, è stata eseguita per la prima...
Per saperne di piùDaniela Cameroni, nuovo assessore alla formazione, istruzione e merito e partecipate. La delega al lavoro al vicepresidente Maurizio Marrone
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha designato Daniela Cameroni, assessore...
Per saperne di più
Claudio Baglioni a Torino. A settembre concluderà il suo tour di concerti in Piazza San Carlo
Si chiuderà a Torino, venerdì 18 settembre in piazza San Carlo, il GrandTour di Claudio Baglioni...
DOPO UN PERIODO DI SERVIZIO, 250 MILITARI VENIVANO ASSUNTI DALLE FERROVIE DELLO STATO OGNI ANNO
La Chivasso-Aosta del Genio Ferrovieri
Ne curò la gestione dal 1915 fino al 2000, sostituito dalla “nuova” tecnologia
(di Severino Morgando)
Foto: Il Genio Ferrovieri, foto tratta da fsnews.it. Come sanno tutti gli eporediesi, e non solo,...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
A Dio, amico carissimo
Roberto Arditti non cercava il centro della scena. Eppure era spesso lì, ospite nei TG e nei talk...
II DOMENICA DI PASQUA - domenica della divina misericordia
La gioia vera nasce dall’incontro col Risorto
Commento al Vangelo di domenica 12 aprile
Immaginiamo quella sera. Le porte sono sprangate. Il buio è doppio: fuori, la notte di...
TESTA E CUORE di CRISTINA TERRIBILI
Ancora a proposito del raggiungimento della intenzionalità e responsabilità nei giovani
A fronte dei tanti punti interrogativi nell’articolo della settimana scorsa sull’intenzionalità...
CANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 9 al 13 aprile SUPER MARIO GALAXY Orario: giovedì 18.30; venerdì...
DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE
L’ultima missione
In questi giorni possiamo osservare le vicissitudini della missione spaziale Artemis (da Artemide,...
GIOVANE MONDO di LORENZO IORFINO
Il rischio oscuro dell’assuefazione alla violenza che diventa indifferenza
Di storie assurde, in questi giorni, ne abbiamo lette diverse, e non serve per forza andare a...
IL COMMENTO di MARIO BERARDI
La tregua in Medio Oriente non scioglie in Italia le tante contraddizioni interne ai due poli
L’invocata ma apparentemente fragile tregua raggiunta in Medio Oriente su iniziativa del Pakistan,...
EDITORIALE
Il fragore e il silenzio
Da una parte ci sono il fragore delle armi, i bollettini di guerra, la mappa del mondo variamente...
Bellavista adesso ha la sua mini-palestra a cielo aperto
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 23 aprile.
Foto di Vincenzo Demasi
Storia semplice. Per ricordare quel 23 aprile 1945 (di Gino Carozzi)
IVREA – Virginio e Carla Carozzi sono stati due grandi amici del Risveglio Popolare: purtroppo entrambi ci hanno ormai lasciato. I figli, nel riordinare le carte di famiglia, hanno trovato questa “Storia semplice” che Virginio, “nonno Gino”, aveva voluto mettere nero su bianco a futura memoria, come ricordo e piccolo insegnamento. E hanno pensato, i figli, che quella “Storia semplice” avrebbero potuto condividerla anche con i nostri lettori…
Al confine sud della Brianza, un tempo detta “Il giardino della Lombardia”, c’è il mio paese. Né bello né brutto, uguale a molti altri, un po’ più di 3 mila abitanti, metà contadini, l’altra metà nelle fabbrichette locali a prevalenza artigianale, e coltivano la terra “a tempo perso”.
A quel tempo di guerra, erano anche generosi i contadini che portavano agli operai i prodotti della terra e della stalla, e si riusciva a vivere. Qualche lite tra contadini era causata da quelle famose pietre di confine tra i campi che si “muovevano” un po’ di qua e un po’ di là ad ogni passar d’aratro. C’erano poi i soliti battibecchi il lunedì mattina, quando nei cortili due file di donne con i propri mastelli stavano una di fronte all’altra a lavare i panni. Le divideva al centro un piccolo fossetto per il drenaggio delle acque sporche incanalate qua e là, a sparire a cielo aperto.
Non c’era la fognatura in quegli anni; c’era però la “Casa del fascio” la sede del partito nazionale fascista, avendo, le due cose, molte caratteristiche in comune. Finiva in quel giugno 1943 l’anno scolastico, ed io, scolaretto di 4ª elementare, ero stato incluso tra i primi tre della classe (al secondo posto) per il premio di fine anno, consistente in un diploma e un libretto di risparmio sul quale era già segnata una certa cifra. Non sapevo di essere tanto bravo, più che altro qualche dote naturale e molto fiato sul collo da parte di mia madre. Venne in classe la direttrice della scuola per consegnare i premi, quando toccò a me disse: “A te diamo il diploma, e il libretto di risparmio lo diamo a Luigi che ha il papà soldato volontario con i fascisti”.
Non successe niente, ma qualcosa mi rodeva dentro, qualcuno aveva gettato un seme; “non sapevo cosa fosse, non conoscevo le parole”. Rimasi amico di Luigi, ma per i fascisti avevo già rifiutato di fare il figlio della lupa (il primo scalino dello squadrismo fascista) e non feci neppure il balilla (secondo scalino).
Venne l’8 settembre 1943 e tutti i soldati italiani che erano acquartierati nelle filande del paese ormai dismesse, fuggirono alla rinfusa, passando prima in molte famiglie a chiedere un abito borghese per potersi rivestire. Ne venne uno anche a casa mia e mia madre gli diede degli abiti di mio padre; s‘incamminava per Salerno, ma in quel tempo laggiù era un inferno. Erano cambiate delle cose, ma certa gente non ancora. Mio padre (artigiano del ferro) che aveva sempre rifiutato la tessera del P.N.F., non ricevette mai commesse di lavoro “speciali” e neppure assegnazioni di ferro e carbone, cose con le quali altri invece si arricchirono.
In seguito il paese fu occupato dai tedeschi che si insediarono nelle scuole, attirando ogni tanto mitragliamenti da parte di aerei nemici.
Il 16 giugno 1944, festa del Sacro Cuore, ero pronto per andare a servire la Messa delle 5,30 e un insolito trambusto sferragliava là per le strade del paese; gruppi di soldati tedeschi e repubblichini entravano nelle case per cercare armi e invece portavano fuori gli uomini allineandoli lungo i muri delle case. Verso le 6 furono condotti sulla piazza del paese.
Io e la mamma andammo con altra gente per vedere cosa succedeva, ma mentre io sgattaiolavo tra le file degli uomini, un soldato tedesco mi afferrò per il bavero strattonandomi un poco, gridando alcune cose.
Pure io risposi gridando: “vado a servire la Messa”… e mi trovai in chiesa solo. Pieno di paura, e qualcosa che rodeva di dentro: “non sapevo cosa fosse, non conoscevo le parole”. Fu la prima volta che vidi una Messa con il prete rivolto verso la gente… che però non c’era, salvo un entrare dentro frettoloso di uomini, a nascondersi sotto i vari altari, fra le pareti interne dell’organo, nel sottotetto della chiesa, tra gli spazi ristretti formati dal raccordo delle volte.
Una giornata terribile, tra pianti, grida e spari. Ne portarono via 96, i più finirono nelle fabbriche della Germania e qualcuno nei campi di concentramento. C’è al centro del paese una chiesetta, Santa Maria, con una Madonna anziana, quella del Venerdì Santo, con una spada infilata nel cuore. Tornarono tutti quegli uomini, finita la guerra. Chi vuole, può collegare le due cose.
Anche per questi fatti “non conoscevo le parole”.
Quell’estate del ’44 non sapevo dell’esistenza in paese del movimento partigiano, che del resto non avrei neppure capito cosa fosse. Mi resi conto molto tempo dopo cos’era quell’incarico che mi avevano affidato di osservare la mattina presto i movimenti di alcune persone e poi riferire.
Andai poi in collegio a Seregno per iniziare le scuole medie e anche lì i tedeschi ed i repubblichini della X MAS avevano requisito una parte del fabbricato e piazzato mitragliatrici in ogni angolo. Verso la metà di aprile del ‘45 installarono sulla finestra del dormitorio, a capo del mio letto, una mitragliatrice, in compagnia della quale dormii per una settimana. Noi ragazzi non sapevamo nulla di quello che sarebbe successo il 25; comunque con la mediazione di un prete del collegio i tedeschi ed i marò si consegnarono ai partigiani e tutto andò bene.
Non al mio paese: la notte tra il 23 e il 24 i tedeschi abbandonavano il paese senza colpo ferire, ma furono ostacolati da un gruppo di partigiani in disaccordo con gli ordini ricevuti dal CLN e con intenzioni disoneste. I tedeschi invertirono i loro mezzi e scaricarono la loro reazione sulle prime case all’ingresso del paese. Due case furono incendiate, di cui una era la mia che stava all’inizio del lato destro. Lascio ad ognuno immaginare i pensieri di mio padre con nove figli piccoli e la casa che bruciava.
Gattonando rasoterra lungo i muri delle case, cercò di andare verso un telefono di amici per chiamare i pompieri. Tante erano le pallottole che fischiavano sopra di lui che non riuscì. Qualcosa andò per il meglio, poiché il soffitto con travi di ferro non cedette e bruciò solo la parte superiore. La mattina del 24 cominciò a piovere e questo aiutò l’opera di spegnimento.
Si contarono due morti tra i civili e alcuni feriti. Dopo alcuni giorni tornai dal collegio per una breve sosta. Mio padre mi raccontava l’accaduto; e qualcosa mi rodeva dentro: “non sapevo cosa fosse, non conoscevo le parole“.
La casa fu riparata anche con un contributo del CLN che collaborava con la Pontificia Commissione di Assistenza per il rimpatrio dei prigionieri. Le cose si calmarono anche per la presenza degli alleati e la vita in paese riprese a riordinarsi un poco.
Più avanti, dopo la scuola media, incominciai a sentir circolare parole mai udite prima: libertà, democrazia. Piano piano capii quella cosa che rodeva dentro, era il seme della libertà che diventava albero. Ora conoscevo almeno due parole per darmi delle risposte.
Cos’era la democrazia? Era quel gioco di una squadra di ragazzini che nascondendo nel pugno un mazzetto di bastoncini di diversa misura, dava l’incarico di capo o comminava una penitenza a chi estraeva il bastoncino più lungo o il più corto. Ogni 25 aprile mi ripasso la lezione; quell’albero ha ancora le foglie verdi.
Il Popolo del 26 aprile 1945 da: Istituto Luigi Sturzo (https://digital.sturzo.it/biblioteca-sturzo-numeri?periodico_id_s=IT-STURZO-BIB001-000001&type=periodico)
Il cattivo di Bond e il buono di Tibhirine (di Filippo Ciantia)
Foto generata con IA
Nel suo recente viaggio in Algeria, Papa Leone ha subito ricordato i diciannove martiri di Tibhirine che, tra il 1994 e il 1996, rimasero a fianco del loro popolo a costo della vita. Solo in un secondo momento ha ricordato la gloriosa tradizione di Sant’Agostino, Santa Monica, Charles de Foucauld e altri.
Ha, infatti, ricordato l’anziano monaco medico della comunità benedettina di Notre Dame de l’Atlas. Nel bellissimo film “Uomini di Dio”, dove, accanto alla straordinaria figura del priore Christian de Chergé, emerge, affascinante e commovente la testimonianza quotidiana del monaco Luc (Paul) Dochier, medico, così vicino alla gente del villaggio, per ore nel suo ambulatorio, capace di conquistare la fiducia e l’affetto di tutti.
Fratel Luc è interpretato da Michael Lonsdale, attore franco britannico, scomparso nel 2020. Uno dei più famosi e bravi attori degli ultimi decenni, ha recitato con grandi registi e attori: Steven Spielberg, Orson Welles, Luis Buñuel, Dustin Hoffman, Anthony Hopkins, Catherine Deneuve a Jeanne Moreau, tra i tanti.
Memorabile la sua interpretazione di Hugo Drax uno dei più cattivi antagonisti di 007 nella saga di Bond. Lonsdale, che ha dato il suo volto al cattivo e diabolico Drax, si convertì profondamente in età adulta e verso la fine della sua carriera ci ha regalato con Fratel Luc la sua più straordinaria interpretazione. Alcune delle più belle scene del film furono da lui improvvisate senza essere previste dalla sceneggiatura, come la scena della ragazza che chiede all’anziano monaco consigli sul suo innamoramento.
Non interpretava Frère Luc, lo era già in parte.
Fu presidente onorario e protagonista del Festival del Silenzio che si svolse nel 2013 nell’abbazia di Lérins nell’isola di Saint Honorat davanti a Cannes. Al glamour ella Croisette, a poca distanza, si opponevano i dialoghi sul silenzio, la fede, la vocazione, il senso della vita.
Il funerale di Lonsdale nella grande chiesa di Saint Roch, “la chiesa parigina degli artisti”, in piena pandemia da Covid, partecipata da oltre 600 persone, fece scoprire la profondità della fede dell’attore. In quella occasione furono ricordate alcune delle sue parole più intense:
Un attore deve lasciare passare qualcosa che non viene da lui. […] L’arte è più grande di noi: bisogna servirla. […] La cosa più preziosa che possiedo è l’amore di Cristo.
Gesù è la porta e il pastore – Commento al Vangelo di domenica 26 aprile
C’è qualcosa di tenero e insieme di potente nel modo in cui Gesù si presenta oggi: non come un re in trono, non come un giudice severo, ma come una porta e come un pastore.
Gesù è la porta. Non un cancello arrugginito che cigola, non una barriera che spaventa, ma un varco aperto verso la luce. Attraverso di Lui entriamo nell’abbraccio del Padre, troviamo riparo dalla stanchezza del vivere, dal peso dei peccati, da quella solitudine che a volte ci stringe il cuore come una morsa. Ma la porta si apre anche dall’altra parte: verso l’altro, verso il mondo, verso un amore più grande di noi.
E noi siamo davvero disposti ad attraversarla in entrambe le direzioni, o preferiamo restare sulla soglia, nel tiepido della nostra comodità?
Il pastore di questo Vangelo non spinge le pecore da dietro con un bastone. Cammina davanti. Fa la strada per primo, nella polvere, nel sole, nel rischio. Parla e le pecore riconoscono la sua voce, non perché siano costrette, ma perché lo hanno frequentato, perché quella voce è diventata familiare, amica, vera.
Nel nostro presente quanto tempo dedichiamo noi ad ascoltare questa voce, a starle vicini abbastanza da riconoscerla tra il rumore di tante altre voci che ogni giorno ci chiamano?
Il nostro tempo è affollato di pseudo-pastori: voci che promettono pascoli meravigliosi ma conducono al deserto, voci che sanno di paura e di manipolazione, che lusingano o minacciano. Il ladro viene per rubare, uccidere, distruggere, dice Gesù senza mezzi termini.
Chiediamoci se noi, gregge del Signore, sappiamo discernere, la voce autentica da quella ingannevole, o ci lasciamo trascinare senza chiederci dove siamo condotti.
Gesù è venuto perché abbiamo la vita, e la vita in abbondanza. Non una vita dimezzata, non una sopravvivenza timorosa. Un’esistenza piena, colma di senso, aperta alla gioia e al dono. Non siamo un numero nel gregge. Siamo amati uno per uno, conosciuti nel profondo. Il Signore cammina davanti a noi. Il passo è già segnato.
Che cosa ci trattiene ancora dal seguirlo con il cuore libero?
Gv 10,1-10
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
Allarme gioco d’azzardo tra i minori in Italia: gli strumenti per riconoscere e affrontare il problema
L’associazione GiocoResponsabile.info, con l’obiettivo di promuovere comportamenti di gioco responsabile e di sensibilizzare contro i rischi del gioco d’azzardo, ha recentemente pubblicato un approfondimento su questo tema con particolare attenzione ai minori in Italia: il risultato rappresenta un contesto drammatico, con un fenomeno in crescita ed oltremodo preoccupante. 90mila adolescenti, di età compresa tra i 14 ed i 17 anni, giocano d’azzardo e l’Italia è al primo posto in Europa per la sua diffusione tra gli adolescenti.
L’ambiente dove i giovani giocano è quello online, dei videogiochi e dei casinò online non regolamentati dove, con strategie atte a mascherare la reale identità di chi gioca, è possibile registrarsi e sperare in vincite clamorose ed irrealistiche o trovare qualcosa di raro o prezioso nei pacchi a sorpresa dentro i videogiochi.
Gli studi fatti mettono in luce che i giovani figli di genitori che giocano (uno o entrambi) al gratta e vinci o alle scommesse online, raddoppiano il ri-schio di diventare a loro volta giocatori perché ciò viene considerato “normale” nel contesto familiare; sono a rischio i ragazzi che vivono in contesti di reddito familiare basso o vicino la soglia di povertà perché ritenuto uno dei modi per uscirne e diventare ricchi facilmente. Anche la scarsa educazione finanziaria e la mancata comprensione del valore del denaro portano il giovane a non valutare il rischio delle perdite reali e di porre l’attenzione solo ed esclusivamente sulle vincite che gli appaiono come guadagni.
Nell’approfondimento si trovano indicazioni per rendersi consapevoli se un familiare ha cominciato ad entrare nella spirale della dipendenza e per capire come affrontare un discorso sul tema del gioco d’azzardo in famiglia. Esplorare il rischio, far emergere criticità e fragilità permette – grazie all’aiuto di esperti – di poter intervenire ed uscire da una trappola insidiosa con conseguenze sul piano sociale ma anche psicologico e fisico.
Alla pagina https://giocoresponsabile.info/ludopatia-minorile/ c’è un questionario per i genitori per comprendere se il proprio figlio corre dei rischi con il gioco d’azzardo ed i servizi a cui potersi rivolgere in caso di problemi. Per approfondire ulteriormente il tema si rimanda anche al Rapporto Istisan – dell’Istituto Superiore di Sanità – “Dipendenze comportamentali nella Generazione Z: uno studio di prevalenza nella popolazione scolastica (11-17 anni) e focus sulle competenze genitoriali” che illustra i risultati dello studio.



