Tenuta Roletto
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venerdì 23 Gennaio 2026

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EDITORIALE

Una domanda...

Una domanda è posta alla fine dell’articolo di pagina 11, circa l’arrivo di altri due centri...

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Festeggiato anche il terzo anniversario di Ordinazione presbiterale del Vice Parroco, Don Antonio Luca Parisi

GENNAIO - Un mese che vede le Parrocchie di Rivarolo vivere un tempo particolarmente ricco di incontri, celebrazioni e momenti di condivisione - Presso la Chiesa della frazione Obiano, si è celebrata la festa di Sant’Antonio Abate, con la benedizione dei mezzi agricoli da parte di Don Raffaele Roffino -

Le celebrazioni in onore di Sant’Antonio abate continueranno domenica 18 nelle frazioni di Pasquaro, Bonaudi e Mastri, e domenica 25 presso la frazione Sant’Anna.

(giulia michela demaria) – Il mese di gennaio vede le Parrocchie di Rivarolo vivere un tempo...

PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA

Tre immagini

Ti lodiamo Signore per i piccoli che Ti hanno testimoniato durante il 2025, un anno che tanti...

Storico Carnevale di Ivrea – Tornano le Alzate degli Abbà: 1° e 8 febbraio 2026

Questa antica cerimonia celebra i bambini scelti ogni anno per rappresentare le cinque parrocchie storiche della città: San Grato, San Maurizio, Sant’Ulderico, San Lorenzo e San Salvatore.
Le Alzate si svolgono nel pomeriggio della Terzultima e della Penultima domenica prima di Carnevale. Nella prima alzata del 1° febbraio saranno protagonisti Celeste Bortolot per San Grato, Francesco Brucchietti per San Maurizio, Diletta Irma Pistoia per Sant’Ulderico, Nicolò Clemente per San Lorenzo e Matilda Caglioti per San Salvatore. La seconda alzata, prevista l’8 febbraio, vedrà protagonisti Viola Rossi per San Grato, Margherita Ganio per San Maurizio, Allegra Maria Bergantin per Sant’Ulderico, Lea Bessolo per San Lorenzo e Chiara Perotta per San Salvatore. Le cerimonie inizieranno alle 14:30 dalla Parrocchia di San Grato e proseguiranno poi nelle altre parrocchie, concludendosi alle 16:30 a San Salvatore.
A partire dal Giovedì Grasso, i bambini indosseranno i costumi rinascimentali, sfileranno a cavallo accompagnati da un palafreniere e, nella serata del Martedì Grasso, avranno l’onore di appiccare il fuoco agli Scarli nelle piazze delle proprie parrocchie, sancendo il loro ruolo di capi della festa.

A Ingria grande attesa per la riapertura del Pont Viei con i vincitori della caccia agli orsi

Si è conclusa con grande partecipazione la seconda edizione della “Caccia all’orso”, l’iniziativa natalizia organizzata dalla Pro Loco di Ingria con il patrocinio e la collaborazione del Comune, che anche quest’anno ha coinvolto cittadini, villeggianti e visitatori in una simpatica e originale caccia fotografica tra le vie e le frazioni del paese.
Il concorso, che invitava a “catturare” con cellulari e macchine fotografiche gli orsi di peluche allestiti lungo case, balconi e angoli del borgo, ha riscosso un notevole successo, contribuendo a rendere ancora più magica l’atmosfera natalizia di Ingria e a valorizzare il territorio attraverso una passeggiata tra scorci, sentieri e addobbi creativi di questo borgo canavesano della Valle Soana.
Per la sezione esterna, riservata a turisti e visitatori, il premio per aver fotografato e documentato il maggior numero di orsi di peluche è stato assegnato a Walter Picchiottino, che si è distinto per accuratezza e spirito d’osservazione.
Per la sezione interna, dedicata ai cittadini e villeggianti di Ingria, la giuria ha premiato Eugenio De Santis, autore dell’allestimento natalizio più caratteristico, capace di coniugare numero di orsi, armonia decorativa e atmosfera festosa sui propri balconi.
Entrambi i vincitori riceveranno in premio un buono per un pasto, pranzo o cena, al Bar Ristorante Pont Viei di Ingria, locale storico del paese che si appresta a vivere una nuova stagione: il Pont Viei riaprirà infatti entro l’inizio del mese di marzo con la nuova gestione di Alessandro Boldini, che porterà nuove idee, proposte gastronomiche rinnovate e una particolare attenzione all’accoglienza e agli eventi, con l’obiettivo di farne nuovamente un punto di riferimento per residenti, turisti, giovani e clienti di ogni età.

Dalle fonti ai social: i rischi dell’informazione per i giovanissimi (di Lorenzo Iorfino)

Vivere in un collegio universitario produce un effetto collaterale prezioso: l’ascolto forzato del tempo presente. Da ottobre, con l’arrivo delle matricole, ragazzi che pochi mesi prima affrontavano l’esame di maturità, ho iniziato a percepire uno scarto netto nel modo in cui prendono forma le opinioni. Lo scarto riguarda l’informazione, dunque il modo in cui il mondo viene appreso e interpretato. Parliamo di giovani giovanissimi, adulti all’alba, già immersi in una prima autonomia fatta di esami, stanze condivise, vite da fuori sede.
Conversando di geopolitica, di conflitti che si accumulano, di leadership globali, di referendum imminenti, emerge una differenza profonda rispetto al percorso che ha formato la mia generazione, pur di pochi anni più vecchia. Io ho imparato a riconoscere le fonti, a selezionarle, a metterle in dialogo. So dove leggere di sport, dove cercare analisi geopolitiche, quali firme possiedono un’etica professionale riconoscibile. L’informazione resta, per me, un processo fatto di confronto, di gerarchie, di tempi lenti. Nel mio ambito parto dai testi originari e dai canali istituzionali, poi dal contatto diretto con le persone coinvolte. Solo dopo arriva la mediazione giornalistica, valutata criticamente. Da lì nasce un giudizio personale.
Nei giovanissimi questo itinerario appare rarefatto. Il baricentro si è spostato sui social, divenuti ambiente primario di apprendimento. Lì l’informazione assume la forma della velocità e della reazione. I contenuti attraversano lo sguardo senza sedimentare, diventano paradigma senza passare dal vaglio del pensiero. A questo si aggiunge la dinamica delle echo chambers: l’algoritmo intercetta inclinazioni e le restituisce amplificate. Il feed si trasforma in un oracolo che ripete ciò che già si pensa.
La conseguenza più evidente risiede nella fragilità argomentativa. Le idee esistono, spesso forti e identitarie., ma manca la struttura che le sorregge. Al posto dei principi emergono ideologie, costruite per accumulo emotivo. Parlare di Gaza, dell’Iran, degli Stati Uniti, dell’Italia che vota, significa ascoltare affermazioni prive di fondamento, sostenute da altre affermazioni.
Con un ragazzo del collegio ho provato un esercizio diverso. Nessuna conversione. Solo la ricostruzione delle sue tesi attraverso dati e fonti originarie, affiancata da punti di vista dissonanti. Il risultato è stato un allargamento dello sguardo. L’idea iniziale ha retto, acquisendo spessore.
L’informazione, quando educa, crea attrito. I social cercano adesione. In questa distanza si gioca una partita decisiva per una generazione che rischia di conoscere tutto, senza comprendere nulla o quasi.

BORGO REVEL – GIORNATA DELLA PAROLA DI DIO – Domenica 25 febbraio – Occasione di catechesi – “

(elisabetta acide)  – La  giornata liturgica voluta da Papa Francesco della “Domenica della Parola di Dio” (lo ricordiamo istituita nel 2019 con il Motu proprio Aperuit illis, il 30 settembre, giorno della memoria di S. Girolamo,autore della prima tradizione completa della Bibbia in lingua latina, la Vulgata, ed indicata per ogni anno nella Terza Domenica del Tempo Ordinario) per il 2026, sarà celebrata il giorno 25 gennaio. Obiettivo:  porre la Bibbia al centro della vita dei fedeli, incoraggiare la riflessione e la preghiera comunitaria per ravvivare la fede, ripensare alla valenza ecumenica, avrà come tema: il riferimento al versetto 16 del capitolo 3 della lettera ai Colossesi: “La parola di Cristo abiti tra voi (Col 3,16)”.
Papa Francesco lo aveva sottolineato: “Dedicare in modo particolare una domenica dell’Anno liturgico alla Parola di Dio consente, anzitutto, di far rivivere alla Chiesa il gesto del Risorto che apre anche per noi il tesoro della sua Parola perché possiamo essere nel mondo annunciatori di questa inesauribile ricchezza” (n.2 Aperuit illis). E non mancava al numero 3 di fornire alcune indicazioni per evidenziare l’importanza della Sacra Scrittura: “Le comunità troveranno il modo per vivere questa Domenica come un giorno solenne. Sarà importante, comunque, che nella celebrazione eucaristica si possa intronizzare il testo sacro, così da rendere evidente all’assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede. In questa domenica, in modo particolare, sarà utile evidenziare la sua proclamazione e adattare l’omelia per mettere in risalto il servizio che si rende alla Parola del Signore… per richiamare l’importanza della proclamazione della Parola di Dio nella liturgia…È fondamentale, infatti, che non venga meno ogni sforzo perché si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata, così come avviene in maniera ormai usuale per gli accoliti o i ministri straordinari della Comunione. Alla stessa stregua, i parroci potranno trovare le forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l’assemblea in modo da far emergere l’importanza di continuare nella vita quotidiana la lettura, l’approfondimento e la preghiera con la Sacra Scrittura, con un particolare riferimento alla lectio divina”.
E sull’esortazione importante del Santo Padre,unita a preziosi “consigli”: “Non stanchiamoci mai di dedicare tempo e preghiera alla Sacra Scrittura, perché venga accolta «non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio» (1Ts 2,13).È bene che anche i catechisti, per il ministero che rivestono di aiutare a crescere nella fede, sentano l’urgenza di rinnovarsi attraverso la familiarità e lo studio delle Sacre Scritture, che consentano loro di favorire un vero dialogo tra quanti li ascoltano e la Parola di Dio” (n. 5 Aperuit iIlis), i catechisti dei laboratori di catechesi integrata ed integrale, si sono fatti promotori nella comunità, della sensibilizzazione perché questa “giornata” sia un momento comunitario significativo che sottolinei il vincolo tra Sacra Scrittura e fede, “poiché la fede proviene dall’ascolto e l’ascolto è incentrato sulla parola di Cristo” (cfr Rm 10,17).
All’interno della celebrazione eucaristica domenicale delle ore 9.00 (unica s. Messa celebrata nella comunità parrocchiale), allora,risuonerà il messaggio per tutta la comunità: la Parola di Dio è una presenza viva, è un’opera dello Spirito Santo che conforta, istruisce, dà luce, forza, ristoro e gusto di vivere, e non solo “libro da leggere”.
Ai bambini che riceveranno per la prima volta l’Eucaristia nell’anno catechsitico, sarà consegnato il testo dei quattro Vangeli e del Libro degli Atti degli Apostoli,ai lettori, sarà consegnato il volume completo della Bibbia per sottolineare l’importanza del servizio e la responsabilità della “proclamazione della Parola”. A tutti i fedeli presenti alla celebrazione liturgica della S. Messa domenicale,sarà consegnato un versetto della Sacra Scrittura con un pensiero di commento e riflessione quale “segno” ed impegno per riconoscere la Parola di Dio quale fondamento della comunione e dell’essere comunità.

Sulla “conclusione” del “viaggio” di Gesù con i discepoli di Emmaus a tavola con lo spezzare il pane, allora, si percorre il rapporto tra Sacra Scrittura ed Eucaristia:pane che “parla e nutre”.
Nella consapevolezza che il “percorso” di iniziazione cristiana è il cammino che catechisti, famiglie e comunità percorrono per accompagnare, educare bambini e ragazzi, all’incontro con Cristo, i catechisti hanno pensato ad un “laboratorio di comunità”.
Con la catechesi si fa “risuonare” la Parola e nella consapevolezza che occorre vivere esperienze che intrecciano persone, luoghi, fatti, gesti, riflessione e incontri concreti,  ecco che l’itinerario di iniziazione, (come sottolinea il termine), che ci appare come un “viaggio” che nel percorso si costituisce di tappe e momenti: la vita e i con la comunità  parrocchiale, le relazioni, i sacramenti, l’aspetto formativo dei laboratori, … ed in questa logica, i diversi momenti del cammino vengono sottolineati con una ‘consegna’: la comunità e la famiglia affidano a chi sta camminando nella fede ciò che pian piano costruisce e arricchisce il “cammino” dei discepoli. A loro, questa domenica, sarà indicata la bellezza della Parola da conoscere, non come un “impegno” o come “compito da fare”, ma come  “invito” per assaporare un momento bello da vivere in famiglia, in comunità, da soli… perché il Vangelo è la “bella notizia” che accompagna la vita.
Gesti e simboli, elementi che diventano “significato” e che sottolineeranno l’importanza della Parola di Dio nella vita dei cristiani e della comunità. Leggere, ascoltare, proclamare…per avere consapevolezza, come sottolineava già la Costituzione Dogmatica Dei Verbum del Concilio Vaticano II, che nel cristianesimo Dio si rivela, si “fa conoscere”, “parla” con gli uomini e con le donne, dunque la Parola di Dio è veramente la “condivisione” per conoscere e “spezzare” la Parola nel contesto celebrativo comunitario, far “eco” a quella Parola,e farla diventare vita che si è comunicata e si è offerta perché “Chi si nutre ogni giorno della Parola di Dio si fa, come Gesù, contemporaneo delle persone che incontra” ( n. 12 A.i.).
Accanto ai momenti celebrativi, sarà allestito uno “spazio” nella Chiesa Parrocchiale di “S.Anna” della comunità,nel quale si darà valore alla  intronizzazione della Parola con Evangeliario, mettendo in risalto con fiori  e cero pasquale il valore della Parola di Dio, nel significato di quel “far accendere il cuore” che solo la Parola può trasformare, quale “lampada”, che illumina la strada di ogni battezzato.

“È bene, pertanto, che non venga mai a mancare nella vita del nostro popolo questo rapporto decisivo con la Parola viva che il Signore non si stanca mai di rivolgere alla sua Sposa, perché possa crescere nell’amore e nella testimonianza di fede” ricordava il Santo Padre Francesco e la comunità che ha raccolto l’invito, proseguirà la formazione biblica comunitaria avviata dall’anno 2022 il prossimo 2 febbraio alle ore 20.30, preceduta dalla preghiera comunitaria delle ore 20.00.

Agricoltori torinesi alla manifestazione di Strasburgo contro l’accordo Mercosur

Una delegazione di agricoltori Coldiretti del Torinese ha partecipato, ieri mercoledì 21 gennaio, alla manifestazione di Strasburgo di fronte alla sede del Parlamento europeo per dire No all’accordo UE-Mercosur. Al voto dell’Europarlamento vi era un documento che chiedeva il rinvio alla Corte di giustizia europea per verificare la compatibilità con le norme comunitarie.
Il motivo della manifestazione proprio a Strasburgo lo spiega il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici. “Siamo andati a portare la protesta del mondo agricolo direttamente nel cuore della democrazia europea” ha detto il presidente Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici. Il timore è che con l’accordo vengano aperte le porte a prodotti agroalimentari senza il rispetto delle nostre stesse norme.
La manifestazione ha avuto successo perché il Parlamento europeo ha detto si alla richiesta del parere legale sull’intesa che ha prevalso per 10 voti. Ora l’Eurocamera, per l’attuazione definitiva dell’intesa, dovrà attendere l’esame della Corte, che potrebbe prendere mesi.

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