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NATO NEL 1890, MORTO NEL 1934, ALLIEVO DEL BOTTA, SI LAUREO’ IN DIRITTO ECCLESIASTICO E FILOSOFIA

Cattolico ecumenico e uomo di pace

Alessandro Favero, sindaco di Vistrorio, cacciato dai fascisti, esiliato in Romania

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Nasce il protocollo per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici

Questa mattina, martedì 24 marzo, presso la Questura di Torino è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Piemonte e Valle d’Aosta e Newcleo per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici.
Il protocollo, siglato alla presenza del Questore di Torino Massimo Gambino, dal Dirigente del COSC Piemonte e Valle D’Aosta, Assunta Esposito,e dall’Amministratore Delegato di Newcleo Italia,  Elisabeth Rizzotti, si inscrive in un quadro più ampio di sinergie positive tra potenziali target di minacce cibernetiche al fine di condividere e analizzare ogni informazione utile per mitigarne rischio ed effetti.
Tempestività e circolarità informativa sono i cardini strategici del protocollo d’intesa. Grazie alla condivisione di esperienze e conoscenze sulle minacce cyber potranno essere sviluppate efficaci azioni operative per fronteggiare situazioni d’emergenza e creare un patrimonio condiviso di conoscenze.
Pilastro nodale del protocollo è rappresentato dalla formazione congiunta. Potranno essere organizzati momenti formativi tra gli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica e i dipendenti di Newcleo per confrontarsi ed aggiornarsi sui rischi connessi all’utilizzo degli strumenti informatici così da aumentare consapevolezza e resilienza verso le minacce cyber.
Il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica “Piemonte e Valle d’Aosta” è presidio territoriale nella protezione delle infrastrutture critiche informatiche. Attività svolta a livello centrale dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato, che svolge un’efficace azione di raccordo operativo con gli uffici territoriali. Inoltre, con una sala operativa disponibile h24, è il punto di contatto anche a livello internazionale per la gestione degli eventi critici.

Pasqua senza cantieri stradali, lavori in corso per ridurre i disagi sulle autostrade

Sospesi o ridotti i cantieri autostradali in vista dei ponti primaverili, da Pasqua, Festa della Liberazione, Primo maggio al ponte del 2 giugno.
È questo l’obiettivo condiviso al tavolo di coordinamento promosso dalla Regione Piemonte, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le società concessionarie autostradali.
L’obiettivo è programmare e coordinare gli interventi di manutenzione e ammodernamento lungo le principali direttrici autostradali piemontesi, prevedendo, ove possibile, la riduzione o la rimodulazione dei cantieri nei periodi di maggiore traffico, così da contenere i disagi per cittadini, lavoratori e turisti che attraverseranno il Piemonte nelle prossime settimane.
Nel tratto piemontese A6 Torino-Savona restano oggi due soli cantieri inamovibili, tra Mondovì e Niella Tanaro e tra Ceva e Millesimo in direzione Savona, entrambi verranno riorganizzati da fine mese per garantire due corsie per senso di marcia nei weekend e nei periodi di maggiore traffico; sono invece quattro i cantieri inamovibili presenti nella tratta ligure. In ogni caso sono state tutelate le finestre di maggiore traffico garantendo, a partire dal 1 aprile, nei ponti e nei fine settimana primaverili/estivi, dalle ore 14 del venerdì fino alle 12 del lunedì, sempre due corsie transitabili nella direzione di traffico prevalente per assicurare la massima capacità di deflusso dell’autostrada. Per la prima volta dopo sei anni, sarà possibile percorrere già dalle prossime festività pasquali l’intera tratta, da Torino a Savona, disponendo di due corsie nella direzione di traffico prevalente.
Per quanto riguarda la A32 Torino-Bardonecchia, Sitaf, il piano cantieri presentato prevede interventi programmati legati principalmente all’ulteriore miglioramento della sicurezza delle gallerie che fanno seguito alla conclusione dell’adeguamento delle stesse alla normativa europea. Si tratta di lavori che interessano cinque delle sette gallerie superiori ai 500 metri. Il piano è organizzato settimana per settimana proprio per ridurre l’impatto sulla circolazione e prevede, nei periodi di maggiore traffico come ponti e festività primaverili, la rimozione o la riduzione dei cantieri. Dopo le festività pasquali saranno installati ulteriori cantieri in corrispondenza di viadotti che richiederanno scambi di carreggiata. L’obiettivo sarà quello di garantire, per quanto possibile, due corsie nel senso di marcia prevalente nei ponti festivi.
Sulle tratte A26 e A7, Autostrade per l’Italia, sono in corso lavori strutturali su viadotti, giunti e barriere di sicurezza. In particolare, sulla A26 il cantiere principale è previsto nel tratto tra Baveno e Carpugnino, mentre altri interventi minori riguardano diversi punti della tratta; sulla A7 i lavori interessano invece le zone di Vignole Borbera, Isola del Cantone e Serravalle Scrivia. La programmazione è stata definita con l’obiettivo di garantire sempre due corsie per senso di marcia durante i lavori e, a partire da luglio, un continuo alleggerimento nella direzione di traffico prevalente, così da accompagnare i grandi flussi estivi e arrivare ai mesi di luglio e agosto con la rete piemontese sostanzialmente libera da cantieri.
Sulla A4 Torino-Milano, Astm, gli interventi riguardano principalmente manutenzione programmata e aggiornamenti tecnologici, con cantieri mobili e ad avanzamento progressivo di circa 2-3 chilometri. In orario diurno saranno comunque garantite almeno due corsie di marcia, riducendo al minimo l’impatto sulla circolazione lungo una delle principali direttrici di collegamento del Piemonte.
Sulle altre principali direttrici autostradali piemontesi – dalla A5 Ivrea-Quincinetto, Sav, alla A21 Torino-Piacenza, Itp, fino alla A7 Milano-Serravalle – non sono previsti in questo periodo cantieri impattanti sulla circolazione, garantendo quindi condizioni di traffico più scorrevoli per gli spostamenti lungo la rete regionale.

Bando di contributi per la valorizzazione dei piccoli Comuni

Torna per il terzo anno consecutivo il bando di Città metropolitana di Torino rivolto ai Comuni con popolazione inferiore ai 10mila abitanti per supportare i progetti di valorizzazione del territorio: i contributi sono previsti a sostegno di eventi, attività, manifestazioni, progetti per promuovere la conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale ed enogastronomico.
I contributi previsti in totale ammontano a 100mila euro e saranno destinati a seconda della dimensione economica del progetto presentato.
Le iniziative dovranno essere attuate e rendicontate entro il 31 dicembre 2026.
Le domande da parte dei Comuni dovranno essere presentate entro il 20 aprile 2026 esclusivamente tramite posta elettronica certificata PEC a protocollo@cert.cittametropolitana.torino.it
La documentazione è online
https://www.cittametropolitana.torino.it/comunicazione/bando-di-contributi-i-piccoli-comuni

Canale di Caluso, “no alla centrale sull’orco, a rischio l’acqua per le aziende agricole”

“Il progetto della centrale idroelettrica a Spineto mette seriamente a rischio l’approvvigionamento idrico dell’agricoltura del territorio e per questo il Consorzio del Canale demaniale di Caluso esprime la propria netta opposizione”.
Lo dichiara Lodovico Actis Perinetto, presidente del Consorzio del Canale di Caluso ed ex presidente regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte, intervenendo sul progetto che prevede la realizzazione di un impianto idroelettrico sul torrente Orco, in corrispondenza dello sbarramento della presa del Canale, in località Spineto, nel Comune di Castellamonte.
Una posizione che trova il pieno supporto del presidente provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi, Stefano Rossotto: “Qui non si tratta di essere contrari allo sviluppo energetico, ma di difendere un bene primario come l’acqua, indispensabile per le aziende agricole. Il rischio concreto è quello di compromettere un sistema irriguo che da secoli sostiene il territorio, mettendone in difficoltà le imprese e  filiere agricole. In un contesto già segnato dai cambiamenti climatici e da una crescente scarsità idrica, ogni scelta deve mettere al centro la tutela dell’agricoltura e garantire che l’uso della risorsa acqua resti prioritariamente destinato alla produzione alimentare”.
“Il Canale di Caluso – ricorda Actis Perinetto – è un’infrastruttura storica, attiva dal 1550, che da quasi cinque secoli garantisce l’irrigazione a un’ampia parte del Canavese. Lo sbarramento sull’Orco, realizzato all’inizio dell’Ottocento e successivamente adeguato nel 1940 con una struttura in cemento, è funzionale esclusivamente alla derivazione dell’acqua necessaria all’agricoltura. Alterarne il funzionamento significa mettere in discussione un equilibrio delicatissimo”.
L’azienda propositrice aveva inizialmente presentato un progetto di centrale sulla sponda sinistra dell’Orco, in prossimità della presa del Canale, ma, dopo le proteste del mondo agricolo, è stata avanzata una nuova ipotesi, paradossalmente ancora più critica, che prevede la realizzazione della centrale direttamente sullo sbarramento del Canale di Caluso.
“In questo modo – prosegue Actis Perinetto – l’acqua verrebbe “tirata” da due parti: da un lato per le esigenze irrigue, dall’altro per la produzione di energia, con la possibile turbinazione dell’acqua destinata al deflusso ecologico. Un’operazione che provocherebbe un grave danno all’agricoltura, rendendo impossibile garantire una corretta erogazione e una giusta ripartizione della risorsa idrica tra gli agricoltori”.
“Si arriverebbe al paradosso – conclude Actis Perinetto – che il Consorzio del Canale di Caluso, nato per servire l’agricoltura, si troverebbe nella condizione di dover garantire l’acqua a una centrale idroelettrica. Per questo ribadiamo la nostra opposizione al progetto così come concepito e chiediamo che si rinunci alla nuova centrale, oppure che si torni all’ipotesi iniziale sulla sponda sinistra del torrente, con tutte le garanzie necessarie a tutela degli agricoltori e del territorio”.
Lodovico Actis Perinetto,presidente del Consorzio del Canale di CalusoStefano Rossotto, presidente Cia Agricoltori delle Alpi 2

A Bajo dora il festival letterario piemontèis-figure dimenticate del Piemonte

Dal 27 al 29 marzo alla Cittadella della Cultura Canavesana in via dei Ribelli 19 a Bajo Dora torna il festival letterario “Piemontèis-Figure dimenticate del Piemonte”, organizzato dalla Cittadella e dal Coro Bajolese in collaborazione con le Edizioni Pedrini. Giunto alla quinta edizione, il festival promuove autrici e autori contemporanei del territorio e dà impulso alla riscoperta di scrittori piemontesi a torto dimenticati.
Quest’anno l’attenzione degli organizzatori si è concentrata su Nino Costa, nel 140° anniversario della nascita. Di colui che è stato uno dei più grandi poeti torinesi, il professor Dario Pasero, accompagnato dal Coro Bajolese, presenterà l’antologia “J’àutre bestie”.
L’appuntamento è per le 21,15 di venerdì 27 marzo. Nel corso della prima serata è anche prevista la presentazione del concorso “Poesia, canti, tradizioni popolari”, indetto in occasione del 60° di fondazione del Coro Bajolese. Sarà Giuliana Reano ad illustrare il bando e la finalità del concorso. Il Premio Cultura e Società 2026 verrà conferito al Sindaco di Castellamonte e Consigliere metropolitano delegato alla pianificazione territoriale e difesa del suolo, ai trasporti e alla Protezione Civile, Pasquale Mazza.
Numerose e di grande interesse le presentazioni librarie; ma ci saranno anche mostre, visite guidate alla Vecchia Latteria e ai Balmetti, degustazioni e momenti musicali e teatrali. Domenica 29 marzo, ad esempio, si potrà ammirare la collezione di cristalli provenienti dal massiccio del Monte Bianco raccolta dal valdostano Franco Lucianaz.
La serata di sabato 28 marzo sarà incentrata sulla presentazione del libro dedicato ad Amerigo Vigliermo, fondatore e anima del Coro Bajolese e del Centro Etnologico Canavesano. Il festival conta sul patrocinio del Comune di Borgofranco d’Ivrea, della Città metropolitana e di Cna Torino.

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