Tenuta Roletto
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mercoledì 18 Marzo 2026

Reale mutua
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LA DENOMINAZIONE DI UN LUOGO GEOGRAFICO, LO STUDIO DELLE ORIGINI PER CONOSCERNE LA STORIA

I toponimi (alcuni) della Valchiusella

Oggi in italiano derivano dal latino e prima ancora da nomi celti, romani, medioevali

(di Andrea Tiloca)

Quando ci si reca in un luogo e specialmente quando in esso si sceglie di vivere, è importante...

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LA LUNGA E RICCA STORIA DELLA FILARMONICA DI CASTELLAMONTE, UN SOGNO FORTEMENTE RINCORSO

I primi cento anni della Casa della Musica

Un pianoforte gran coda “Rud Iback Sohn” per il battesimo artistico nel 1925

(di Severino Morgando)

“Il loro sogno, come al tocco di una magica bacchetta, era fatto realtà e realtà superiore a ogni...

Il Gran dji Bric della Collina Chivassese incontra il Pinerolese

Venerdì 13 marzo sì è svolta a Pinerolo una serata dedicata alla promozione delle filiere corte agricole e sui vantaggi per agricoltori, trasformatori e consumatori sottoscrivono contratti di filiera.
La serata, organizzata da Coldiretti Torino, è stata l’occasione per presentare l’esperienza della “Filiera del Gran dji Bric” e per la firma di un protocollo (foto) di fornitura della farina del Gran dji Bric che sarà utilizzata in tre esercizi del Pinerolese.
La filiera del Gran dji Bric è un esempio virtuoso di filiera agricola che raggruppa una ventina di agricoltori che seminano alcune varietà di grano tenero da panificazione e prodotti da forno adatte al territorio collinare, su una superficie di 100 ettari in 12 comuni (Casalborgone, Monteu da Po, Verrua Savoia, San Sebastiano da Po, Sciolze, San Raffaele Cimena, Rivalba, Lauriano, Cavagnolo, Castagneto Po, Brusasco, Brozolo).
Il grano viene trasformato in farina dal Mulino di Casalborgone da cui si riforniscono 4 panificatori e trasformatori del territorio che, con la farina del Gran dji Bric, sfornano varie tipologie di pane, biscotti, grissini. Nel corso della serata sono stati offerti assaggi di prodotti realizzati con ferina del Gran dji Bric (pizze gourmet con vari gusti, primi della cucina piemontese, dolci sfiziosi).

Soccorso Alpino, recuperato un ferito a 2800 m. sopra Pontechianale

Si è concluso nel tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 18 marzo, un complesso intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese in collaborazione con il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte nel Comune di Pontechianale (CN). Intorno alle 13, un gruppo di scialpinisti ha lanciato una chiamata di emergenza per un compagno infortunatosi nella zona del Bivacco Bertoglio, Vallone delle Giargiatte.
La comitiva si trovava in fase di discesa quando, intorno a quota 2800 m, un componente si è procurato una sospetta frattura a un arto inferiore. Sul posto è stato mandato l’elisoccorso che è riuscito a sbarcare, nonostante condizioni meteo proibitive, il tecnico e il cinofilo del Soccorso Alpino. Il paziente era stato ricoverato in una truna scavata nella neve dai suoi compagni per proteggerlo dal vento e dal freddo. I due tecnici lo hanno stabilizzato e imbarellato per iniziare il trasporto verso valle.
Nel frattempo, l’elicottero ha recuperato altri due soccorritori con un toboga, e li ha trasportati fin dove la visibilità lo consentiva. In seguito il gruppo si è ricompattato e l’infortunato è stato caricato sul toboga per accelerare il trasferimento verso l’ospedale. Intorno a quota 2200 m, un miglioramento del tempo ha consentito l’arrivo dell’elicottero e l’imbarco del paziente per l’ospedalizzazione.

“Donne Sotto Assedio”: un evento di grande partecipazione per riflettere su violenza, resistenza e speranza

Immagine generata con IA
Venerdì 13 marzo, il salone di Via Montenero a Rivarolo Canavese ha ospitato l’evento “Donne Sotto Assedio”, organizzato da ProximaMente APS, Associazione Agorà di Busano, SPI CGIL Coordinamento Donne di Cuorgnè e ANPI sezione di Rivarolo Canavese, Favria e Oglianico.
L’incontro, caratterizzato da una partecipazione straordinaria, ha unito la testimonianza diretta di Martina Marchiò, operatrice umanitaria di Medici Senza Frontiere e “Canavesana dell’Anno 2025”, allo sguardo critico e analitico di Roberta Lippi, giornalista, autrice e podcaster esperta di manipolazione e violenza relazionale.
Ad aprire la serata è stata Helen Ghirmu, presidente di ProximaMente APS, che ha sottolineato l’importanza di “presidiare con impegno e partecipazione” parole chiave come Femminismo, Memoria, Antifascismo, Umanità e Gioia — valori centrali del manifesto dell’associazione.
La “Gioia” di ProximaMente, ha spiegato Ghirmu, è un sentimento comunitario che si traduce in Pace, Condivisione e Comunità. Così anche Andrea Bo, presidente di Agorà APS di Busano, ha ribadito l’urgenza di affrontare temi profondi e strutturali anche nelle realtà locali, evidenziando il ruolo cruciale della partecipazione attiva.
L’intervento di Gabriella Meaglia per l’ANPI ha posto una domanda destinata a risuonare per tutta la serata: “Oltre la cronaca e la testimonianza, cosa provano le donne di cui parliamo? Cosa sentono e cosa sperano per il loro futuro e per quello delle loro figlie?”.
Il SPI CGIL Coordinamento Donne, rappresentato dalle “donne resistenti del Canavese” Maria Luisa Beltramo, Fernanda Penasso e Alda Porta, ha riportato l’attenzione sul significato storico della Giornata Internazionale della Donna e sul simbolo della mimosa, sottolineando la forza che nasce dal coordinamento femminile.
Il corpo femminile come fronte di guerra
L’evento ha approfondito il tema del corpo femminile come ultimo fronte dei conflitti mondiali, dove stupro, deprivazione sanitaria e sottomissione psicologica diventano armi di controllo sistemico. Attraverso le testimonianze di Martina Marchiò — dalle missioni a Gaza, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico, Messico e Afghanistan — e l’analisi di Roberta Lippi, il pubblico ha potuto comprendere i meccanismi di violenza che colpiscono le donne in contesti di guerra e oppressione direttamente vissuti dalla nostra Martina: dal Mozambico con donne costrette a fuggire tra le fiamme per sfuggire a torture e prigionia, alla Repubblica Democratica del Congo con vittime di violenze atroci che causano emarginazione dalla famiglia e dalla società, all’Afghanistan, in cui dal 2021, vige privazione del diritto al lavoro, all’istruzione e alla libertà di movimento, al punto tale di non poter essere salvate dalle macerie di un terremoto perché l’uomo non può toccare la donna e al punto che tra qualche anno non ci saranno nemmeno dottoresse, infermiere, ostetriche per curare i corpi femminili; a Gaza dove impera anche la morte per infezioni a causa della mancanza di acqua e igiene, con conseguenze devastanti sulla salute femminile; fino al Messico luogo in cui sono all’ordine del giorno abusi e rischio di gravidanze forzate durante la migrazione verso gli USA.
L’incontro è stato un vero e proprio appello a non distogliere lo sguardo.
La serata ha anche avuto un risvolto concreto: grazie alla generosità dei partecipanti, sono stati raccolti 859,00€, che verranno devoluti a tre famiglie palestinesi. Un ringraziamento speciale va a Martina Marchiò e Roberta Lippi per essersi donate alla nostra comunità.
Quattro associazioni, quattro voci unite per un obiettivo comune: denunciare, riflettere e agire contro ogni forma di violenza sulle donne, anche nel Canavese.

Nuova vita per l’incubatoio ittico di Quincinetto

Lungo la Dora Baltea, è tornato in funzione l’incubatoio ittico di Quincinetto, rimasto inattivo per anni e oggi ristrutturato nell’ambito del progetto europeo Life Graymarble, a cui partecipa anche la Città metropolitana di Torino. E’ stata avviata la riproduzione in purezza della trota marmorata e del temolo adriatico, specie autoctone a rischio, con l’obiettivo di rafforzarne la presenza nel fiume e sostenere una più ampia tutela degli ecosistemi fluviali.
Il progetto, finanziato dall’Unione Europea e avviato nel 2021 terminerà nel 2026 ma con una proroga prevista fino al 2027, coinvolge come capofila la Regione Valle d’Aosta e, tra gli altri partner, il Politecnico di Torino,  il Parco Nazionale del Gran Paradiso e la società Fluvial Management and Ecology. Le azioni previste si sviluppano lungo l’intera asta della Dora Baltea e integrano interventi di ricerca, gestione e riqualificazione ambientale.
Il progetto si muove quindi su due direttrici principali: da un lato il miglioramento della qualità genetica delle popolazioni ittiche, reso oggi più efficace dall’uso diffuso delle analisi del DNA; dall’altro il ripristino di condizioni ambientali favorevoli alla riproduzione e alla sopravvivenza delle specie autoctone.
Un ruolo essenziale è affidato alle associazioni piscatorie, che assicurano la gestione quotidiana degli incubatoi presenti sulle principali aste fluviali del territorio metropolitano. A coordinarle è l’Unione dei Consigli di Valle, che riunisce le singole realtà associative e ne rappresenta il lavoro comune. Sul territorio della Città metropolitana gli incubatoi sono undici e vengono seguiti ogni anno da volontari, impegnati in attività che richiedono continuità, esperienza e conoscenza diretta dei corsi d’acqua.
Video: https://www.youtube.com/watch?v=qCrFlx4QNCY 

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