Prosegue il monitoraggio dei ponti
Foto di repertorio Prosegue il programma di controlli e monitoraggi su ponti e viadotti della...
Al via il Concorso di Pittura “CPIA…CE”
Nella foto Hasan Ramahi, studente della sede di Settimo e vincitore del precedente concorso di...
36 nuovi agenti di Polizia Locale hanno preso servizio in Piemonte
Venerdì scorso al Teatro Alessandrino di Alessandria, si è svolta la cerimonia conclusiva del 99°...
Finanziati da Regione Piemonte il progetto di sviluppo turistico del Parco dei 5 Laghi e l’intervento sulle risorgive in Val Pellice
Foto di Pampuco – Opera propria, CC BY-SA 4.0,...
L’Elinucleo di Volpiano si rinnova ed accoglie il nuovo AW119Kx
Nei giorni scorsi è stato dato il via ai lavori di ristrutturazione del nuovo hangar elicotteri...
LA DENOMINAZIONE DI UN LUOGO GEOGRAFICO, LO STUDIO DELLE ORIGINI PER CONOSCERNE LA STORIA
I toponimi (alcuni) della Valchiusella
Oggi in italiano derivano dal latino e prima ancora da nomi celti, romani, medioevali
(di Andrea Tiloca)
Quando ci si reca in un luogo e specialmente quando in esso si sceglie di vivere, è importante...
Si lavora sulle strade della Provincia; interruzioni per lavori sulle SP 72, 154, 197 e 198
Foto: Freepik È stata prorogata a martedì 31 marzo la chiusura della Strada Provinciale 72 di...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
Da San Giorgio a… San Giorgio!
Foto: di Phyrexian – Opera propria, CC BY-SA 4.0,...
CAMMINO DI RINASCITA – Commento al Vangelo di domenica 22 marzo
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Mi chiedo cosa facciano i giovani oggi per la pace, se esista davvero qualcosa di concreto,...
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La campagna elettorale sul referendum sulla giustizia ha registrato un confronto “drogato” tra i...
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Abbiamo un’opinione su tutto. Sul conflitto internazionale, la riforma fiscale che non abbiamo...
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ANNO CVI – N° 11 Devi eseguire l'accesso per visualizzare il resto del contenuto. Si prega Log...
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Alta Valle Orco: tre comunità unite nella fede, nella tradizione e nella preghiera Le comunità...
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Digiunare per la pace. Almeno per un giorno, tutti insieme. Domani, su invito dei vescovi italiani...
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A Brozolo una primavera in cammino
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Medio Oriente. Il 13 marzo in preghiera per la pace
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Il Gran dji Bric della Collina Chivassese incontra il Pinerolese
Venerdì 13 marzo sì è svolta a Pinerolo una serata dedicata alla promozione delle filiere corte agricole e sui vantaggi per agricoltori, trasformatori e consumatori sottoscrivono contratti di filiera.
La serata, organizzata da Coldiretti Torino, è stata l’occasione per presentare l’esperienza della “Filiera del Gran dji Bric” e per la firma di un protocollo (foto) di fornitura della farina del Gran dji Bric che sarà utilizzata in tre esercizi del Pinerolese.
La filiera del Gran dji Bric è un esempio virtuoso di filiera agricola che raggruppa una ventina di agricoltori che seminano alcune varietà di grano tenero da panificazione e prodotti da forno adatte al territorio collinare, su una superficie di 100 ettari in 12 comuni (Casalborgone, Monteu da Po, Verrua Savoia, San Sebastiano da Po, Sciolze, San Raffaele Cimena, Rivalba, Lauriano, Cavagnolo, Castagneto Po, Brusasco, Brozolo).
Il grano viene trasformato in farina dal Mulino di Casalborgone da cui si riforniscono 4 panificatori e trasformatori del territorio che, con la farina del Gran dji Bric, sfornano varie tipologie di pane, biscotti, grissini. Nel corso della serata sono stati offerti assaggi di prodotti realizzati con ferina del Gran dji Bric (pizze gourmet con vari gusti, primi della cucina piemontese, dolci sfiziosi).
CAMMINO DI RINASCITA – Commento al Vangelo di domenica 22 marzo
C’è un dettaglio, nel racconto della risurrezione di Lazzaro: Gesù non si affretta. Riceve la notizia, sa, ama, e resta due giorni dov’è. È un ritardo che ferisce. È il ritardo che tutti, prima o poi, sperimentiamo nella preghiera. Il Vangelo ha il coraggio di dirlo senza attenuarlo: “Gesù amava Marta, sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase due giorni”. L’amore di Cristo non coincide con l’immediatezza. Anzi, sembra attraversare una distanza. Dio non è il garante dei nostri tempi; non interviene per evitare ogni perdita, non arriva sempre “in tempo” secondo la nostra misura. E tuttavia, proprio in questo, rivela qualcosa di più grande della soluzione del problema.
Marta chiede, implicitamente, un intervento puntuale: “Se tu fossi stato qui…”. È la fede che crede nella presenza efficace di Gesù dentro i limiti del tempo umano. Ma Gesù la spinge oltre: non promette solo una risurrezione futura, né si limita a compiere un miracolo, e pronuncia una delle parole più vertiginose del Vangelo: “Io sono la risurrezione e la vita”. Io sono. La risposta di Dio alla morte non è anzitutto un evento, ma una presenza.
La fede cristiana non è credere che le cose andranno bene, ma che qualcuno è presente anche quando tutto sembra perduto. Eppure, questo Io sono non cancella il dolore. Il testo insiste: Gesù “si commosse profondamente”, “si turbò”, “scoppiò in pianto”. Dio piange. Non è una scena di facciata, non è pedagogia emotiva. È rivelazione: Dio non guarda la morte dall’alto, ma la attraversa. Non consola a distanza, ma entra nel lutto. Le lacrime di Cristo non risolvono il problema, Lazzaro è ancora nel sepolcro, ma lo abitano. Se cerchiamo una fede che protegge dal dolore, questo Vangelo ne capovolge la prospettiva: Dio non elimina il dramma, lo condivide fino in fondo.
Dio chiama Lazzaro fuori dalla morte, ma sono gli altri a scioglierlo dalle bende. È una immagine potente della Chiesa: comunità chiamata non a sostituirsi a Dio, ma a rendere praticabile la vita che Dio dona. Giovanni insiste: Lazzaro è morto da quattro giorni. Nel giudaismo del tempo, il quarto giorno segnava la fine di ogni speranza. È lì che arriva Gesù. Non prima. Questo Vangelo non parla solo della morte biologica. Parla di tutte le situazioni in cui diciamo: “È troppo tardi”. Relazioni spezzate, vocazioni smarrite, colpe sedimentate, speranze consumate… Il “quarto giorno” è il luogo in cui l’uomo smette di aspettarsi qualcosa, ma è proprio lì che risuona la voce: “Vieni fuori”. La fede a cui il Vangelo conduce è più radicale: credere che Dio è già all’opera anche quando sembra assente, e che la sua gloria non coincide con l’evitare la morte, ma con il trasformarla dall’interno.
Gv 11,1-45 (Forma breve)
In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio,
Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita;
chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io so che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Il lutto per la morte di un figlio: chi ne è colpito necessita dell’ascolto e dell’aiuto di tutti
La notte degli Oscar ha premiato il film “Hamnet”, della regista Chloé Zhao, che tratta il tema del lutto per la morte di un figlio. Dalla pellicola alla vita reale: che cosa accade ad un genitore che sperimenta la perdita di un figlio?
Vivere un lutto è un’esperienza che richiede un profondo cambiamento interno, spesso influenzato da fattori sociali, dalla cultura di appartenenza, ma anche da come la persona e la comunità si modificano adattandosi intorno alla concretezza di una perdita.
Quando si perde un figlio non si perde solo un affetto, ma il pensiero di futuro e di speranza nell’avvenire generatisi con la nascita di un figlio. La vita si spezza in un prima e un dopo: nel “prima” c’era un progetto, il “dopo” appare buio e senza significato. I genitori che perdono un figlio sono consapevoli che il loro dolore non potrà mai essere pienamente compreso da chi non ha vissuto la stessa esperienza, piegati dal senso di innaturalità per essere sopravvissuti a chi, invece, avrebbe dovuto portare avanti la vita.
Il processo del lutto è sempre complesso e se ne riconoscono delle fasi che non necessariamente procedono secondo una linearità o tempi scanditi e definiti. Si passa da un senso di torpore e irrealtà, che si accompagna con profonda angoscia e rabbia, per poi sperimentare un sentimento di profonda ingiustizia e di impotenza per l’ineluttabilità dell’evento. Segue uno stato depressivo che quieta le reazioni di disperazione più drammatiche e permette di essere più consapevoli sia di quanto accaduto sia di quello che si delinea nel futuro per poi cominciare, nella fase finale di elaborazione del lutto, a riorganizzare sé stessi.
Il ruolo delle persone vicine a chi vive un lutto, e di tutta la comunità in generale, è essenziale nel percorso di elaborazione della perdita. La possibilità di accedere a gruppi di persone che hanno avuto la stessa esperienza permette di uscire da quel senso di isolamento e di incomprensione; la possibilità di avere qualcuno con cui parlare e che sia davvero capace (senza interrompere, banalizzare o imporre il proprio pensiero sulla necessità di una risoluzione rapida) di un ascolto profondo e prolungato di un’esperienza tanto dolorosa permette di dare voce a quei pensieri e quelle emozioni che se soffocati possono aggravare lo stato della persona.
Chi è vicino ad una persona che esperisce un dolore così importante deve tener conto che il lutto coinvolge tutti, anche chi sembra soffrirne meno o sopportare meglio quel vuoto, e che esiste una profonda paura nel cuore di ogni genitore: che il figlio morto potrebbe essere dimenticato se si riprende una vita “normale”. Aiutare a indirizzare pensieri ed energie per creare, costruire, generare qualcosa che rimanga “nel nome del figlio” sarà il dono più importante che si potrà porgere all’altro.
CANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 20 al 23 marzo
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 3.0
Orario: feriali 21.15; sabato 19-21.15; domenica 18.45-21
Sabato 21 e domenica 22 marzo
JUMPERS – UN SALTO TRA GLI ANIMALI
Orario: sabato 17; domenica 15-17
Due Città al Cinema
Martedì 24 marzo
I COLORI DEL TEMPO
Orario: 21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 20 al 23 marzo
UN BEL GIORNO
Orario: venerdì 20.30; sabato 17.15-21; domenica 15.45-20.30; lunedì 21
Dal 21 al 23 marzo
LADY NAZCA – LA SIGNORA DELLE LINEE
Orario: feriali 19; domenica 17.30
Martedì 24
IT’S NEVER OVER – Jeff Buckley
Orario: 18.00-21.00
Effetto Cinema
Mercoledì 25 e giovedì 26 marzo
JIMPA – LA CASA DEGLI AFFETTI
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Giovedì 19 marzo
WILD DAYS
Orario: 21
Dal 20 al 23 marzo
JUMPERS – UN SALTO TRA GLI ANIMALI
Orario: feriali 18.30; sabato 17; domenica 15
HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
Orario: feriali 21; sabato 19.15; domenica 17.15-21.30
Sabato 21 e domenica 22 marzo
IL BENE COMUNE
Orario: sabato 15-21.30; domenica 19.30
Cineclub
Martedì 24 e giovedì 26 marzo
LE CITTÀ DI PIANURA
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Giovedì 19 marzo
LA NOSTRA TERRA
Orario: 21
Dal 19 al 23 marzo
L’ULTIMA MISSIONE-PROJECT HAIL MARY
Orario: feriali 21; sabato e domenica 18-21
Dal 20 al 23 marzo
MASCHE – LE STREGHE DI LEVONE
Orario: feriali 21.30; sabato 21; domenica 17-21
JUMPERS – UN SALTO TRA GLI ANIMALI
Orario: feriali 19; sabato 16.30: domenica 15.30
UN BEL GIORNO
Orario: feriali 19; domenica 15-17
Sabato 21 marzo
SONIC – IL FILM
Orario: 15.30
Giovedì 26 marzo
SOPHIE LAVAUD – L’ULTIMA CIMA
Orario: 21
Jumpers (di Graziella Cortese)
Qualcuno penserà: che nostalgia i vecchi cartoon Disney, Cenerentola, Biancaneve, Dumbo… Oggi la casa di produzione Pixar, acquistata dalla Walt Disney Company, è molto attiva sul mercato e ben si adatta alle esigenze moderne: nuovi colori, nuove tecnologie, una strizzatina d’occhio all’Intel-ligenza Artificiale e alle scelte d’avanguardia. Ed è tempo così di fare una passeggiata nello Stato dell’Oregon (Usa) dove potremo esplorare inattesi paesaggi naturali.
Mabel Tanaka è una bimba ingegnosa e legatissima alla nonna materna con cui spesso si incontra per fare salutari passeggiate nella radura vicina a casa, dove abitano diversi castori, che sono sempre al lavoro, e molti altri animali. Il tempo passa e un giorno (quando la nonna non c’è più), il sindaco della cittadina Jerry Generazzo decide nientemeno di sostituire la verde radura con un’autostrada. E qui Mabel trova il modo di diventare un’attivista convinta contro l’insano progetto; essendo ormai una brillante studentessa universitaria, cerca di avere l’aiuto dei suoi compagni finchè scopre che la sua professoressa di biologia, Sam, ha sperimentato un modo per “saltare” nella mente e nel corpo di un animale selvatico.
Così Mabel sperimenta l’ardito progetto di trasformarsi e saltare dentro il corpo di un vero piccolo castoro, sperando di arrivare alla salvezza della sua radura verde e incontaminata; in questo modo, ripercorrendo le orme di Jeff Goldblum ne “La mosca”, l’esperimento riesce e il piccolo nuovo castorino può fuggire dal laboratorio per dirigersi al bosco e cercare di salvare i suoi amici. Sono importanti le tre leggi di cui si viene a conoscenza per poter sopravvivere all’interno del nuovo ambiente: conosci tutti, quando hai fame mangia, ricorda che siamo sotto lo stesso cielo. E valgono sia per i buffi animaletti che per gli esseri umani.
Jumpers
di Daniel Chong
paese: Usa 2026
genere: animazione
voci: Tecla Insolia-Piper Curda, Giorgio Panariello-Bobby Moynihan, Francesco Prando-Jon Hamm
durata: 1 ora e 45 minuti
giudizio Cei: consigliabile, semplice, dibattiti



