Lo scenario internazionale, sempre più drammatico, dovrebbe unire le forze politiche, nell’interesse del Paese; questa esigenza dovrebbe caratterizzare anzitutto le forze centriste che si richiamano alla tradizione degasperiana. Nella realtà emerge uno “strabismo” politico con “Italia viva” di Renzi che sostiene la sinistra radicale della Schlein, scavalcando i rilievi dei riformisti del Pd, mentre “Azione” di Calenda porge un assist alla Meloni nel pieno dello scontro tra i due vice-premier Salvini e Tajani sul tema centrale della politica estera.

A loro volta i radicali, per non sbagliare, su alcune questioni sono con Calenda (Ucraina), su altre (il “campo largo”) con Renzi. Tre formazioni, con un elettorato potenziale del 10-12% (come la lista Monti, poco meno della Margherita), smarriscono la funzione equilibratrice del Centro nella crisi del bipolarismo, accrescendo la confusione del quadro politico. In altre parole la contesa Calenda-Renzi continua senza sosta, anche dopo lo scioglimento del Terzo Polo.

Renzi si erge a difensore del “campo largo” del centro-sinistra dimenticando che Conte, leader dei post-grillini, ha chiesto al Pd di estromettere dalla coalizione sia “Italia viva” sia “Azione”, considerate moderate e poco attente al tema del pacifismo. Di converso, Calenda ha chiesto la cancellazione dei Pentastellati, accusati di una linea pro-Putin nel conflitto ucraino: lo ha fatto in presenza della Meloni, senza tuttavia ricordare alla premier che la scelta del suo vice Salvini sulla guerra Mosca-Kiev è analoga a quella degli ex grillini. Identico anche il giudizio fortemente negativo sul governo europeo di Ursula von der Leyen, con la Lega schierata a Strasburgo con l’estrema destra dei “Patrioti” (con Orban e Marine Le Pen), i Pentastellati con la sinistra di Fratojanni e Bonelli (il leader dei Verdi, per accrescere la confusione nel “campo largo”, ha a sua volta accusato Calenda di lavorare per “vent’anni di governo Meloni”).

In realtà, secondo il “Corriere della Sera”, la premier sarebbe preoccupata della fragilità del quadro politico, ed in particolare della crescente “opposizione interna” della Lega che rende sempre più difficile il disegno politico del Governo di “mediazione” tra Europa e Stati Uniti, dal fallimento delle tregue a Gaza e in Ucraina all’esplodere della crisi dei dazi. Fratelli d’Italia punterebbe ad una riforma in senso proporzionale della legge elettorale per ridurre il potere di veto del Carroccio, abbandonando il disegno istituzionale del “premierato elettivo”.

Per questa riforma sarebbe essenziale il concorso del Pd, dove tuttavia si scontrano due linee: l’alternativa di sinistra della segreteria Schlein e il modello parlamentare dei riformisti (i Popolari sono sempre stati per il proporzionale). Il clima politico tuttavia non pare favorevole ad un percorso riformatore, anche per il ruolo crescente delle due opposizioni: la Lega verso la Meloni e Tajani, i Pentastellati verso la leadership del Pd sul centro-sinistra. Il governo “populista” del 2018 con Conte- Salvini-Di Maio mantiene radici solide, soprattutto in politica estera.

Anche per i prossimi referendum popolari sul lavoro e la cittadinanza l’opinione pubblica non è agevolata dalla frantumazione delle posizioni politiche: spaccato il centro-sinistra sulle leggi Renzi sul Job’s Act, chiuso a riccio il centro-destra sulla richiesta radicale di norme “più umane” per la concessione del diritto di cittadinanza dopo cinque anni. Eppure sono temi di grande rilievo sociale, che meriterebbero maggiore attenzione, anche dai media, essendo alto il quorum richiesto per la validità referendaria: la maggioranza assoluta degli iscritti alle liste elettorali (cioè 23 milioni di persone).

Politica estera, questione sociale, crisi economica: i partiti, per riconquistare un elettorato “distante”, hanno l’esigenza di impegnarsi su priorità programmatiche chiare, evitando i giri di valzer dettati dal prevalere dei personalismi. Il modello Trump, che punta ogni giorno a stupire mediaticamente i cittadini (salvo smentite dopo poche ore), non sembra dare soluzioni valide ai grandi problemi dell’umanità. Anzi.